Corruzione: operazione Cc in Toscana, 8 arresti. Un sindaco fra loro

I carabinieri del comando provinciale di Massa Carrara stanno effettuando, dalle prime ore del mattino, una vasta operazione nelle province di Massa Carrara e Lucca con esecuzione di misure cautelari e decine di perquisizioni nell’ambito di un’indagine anticorruzione, coordinata dalla locale procura, in cui sono coinvolti funzionari pubblici, di enti locali e gestori di una cooperativa.

Corruzione: operazione Cc, 8 arresti,anche sindaco Lunigiana
Sono otto le persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta per corruzione condotta dai carabinieri di Massa (Massa Carara) e coordinata dalla procura della città toscana. Tra loro anche il sindaco di Villafranca in Lunigiana Filippo Bellesi, destinatario come gli altri di una misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip di Massa Marta Baldasseroni. Corruzione e traffico di influenze illecite i reati contestati a vario titolo. Ai domiciliari sono finiti, come si spiega dai carabinieri, anche la responsabile del Centro affidi dei servizi sociali per il Comune di Massa Paola Giusti; Rosanna Vallelonga, responsabile della commissione multidisciplinare Asl distretto della Lunigiana nonché direttore della Società della salute della Lunigiana; Mauro Marcelli, all’epoca dei fatti contestati dipendente pubblico responsabile dell’ufficio Suap unificato per i Comuni della Lunigiana; Rosa Russo, all’epoca dei fatti giudice onorario presso il tribunale per i minori di Firenze; Alessio Zoppi, Enrico Benassi e Tamara Pucciarelli, indicati come gestori della cooperativa Serinper, società che gestisce strutture protette per l’accoglienza di minori e nuclei familiari disagiati. (ANSA).

Corruzione:’vantaggi coop centri minori al posto assunzioni’  Indagini: a ospiti cibo scarso, giacigli fortuna e vessazioni
“Un collaudato sistema” messo in piedi dai dirigenti della cooperativa Serinper, che “gestisce un elevato numero di strutture protette per l’accoglienza di minori e nuclei familiari disagiati, basato sulla metodica assunzione di parenti e amici di funzionari pubblici, tra cui quelli addetti al controllo del settore, e di coloro che, per qualche ragione, erano reputati ‘utili alla causa’”. E’ questo, spiegano gli inquirenti in una nota, il “sistema corruttivo” scoperto con l’inchiesta ‘Accoglienza’, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Massa (Massa Carrara), coordinati dal pm Alessia Iacopini, che stamani ha portato all’esecuzione di 8 ordinanze agli arresti domiciliari. Questo sistema, “oltre a creare una commistione tra controllore e controllato”, avrebbe permesso ai dirigenti della coop di ottenere “innumerevoli vantaggi, quali l’accumulo di ingenti profitti economici massimizzati dall’inserimento di utenti all’interno delle strutture in numero notevolmente superiore a quello consentito per legge, e dalla sistematica elusione dell’osservanza degli obblighi contrattuali stipulati con i vari enti della P.A.”. Gli investigatori spiegano che sarebbero emerse “gravissime violazioni degli standard minimi richiesti”, consistete nel dare agli ospiti delle strutture, anche minori, “cibo di scarsa qualità e in quantità insufficienti”, nel “non garantire le condizioni igienico-sanitarie adeguate e assistenza di personale qualificato”, “nel far dormire i minori in giacigli di fortuna, nonché nel vessarli con continue minacce e sottoporli a manovre di costrizione fisica denominati ‘contenimento'”. Tutto questo sarebbe avvenuto “approfittando, da un lato, del fatto che i soggetti preposti al controllo erano stati corrotti dai gestori con assunzioni ‘di comodo’, e, dall’altro, della situazione di debolezza degli utenti, impossibilitati a ribellarsi ed esplicitamente minacciati, nel caso avessero denunciato queste gravissime condotte, di ritorsioni”. I carabinieri hanno rilevato che le “società attenzionate hanno visto negli anni moltiplicarsi il proprio volume di affari ed i relativi introiti”: in particolare la coop Serinper che nel 2011 aveva dichiarato redditi per circa 200mila euro, nel 2017 ha “portato i propri ricavi a 2.740.000,00, aumentandoli così di circa tredici volte”. (ANSA).

IL PUNTO

Massa Carrara, assunzioni facili coop per gestione centri minori

Si arricchivano gestendo numerose strutture per l’accoglienza di minori e famiglie in difficoltà, assumendo parenti e amici di funzionari pubblici, che poi chiudevano un occhio sulle pratiche dei permessi, omettevano controlli e facilitavano l’apertura delle case-famiglie. Poi c’era il cibo di scarsa qualità e in quantità insufficiente, le pessime condizioni igienico-sanitarie, con i minori costretti a dormire in giacigli di fortuna, vessati con continue minacce e sui quali nessuno vigilava. Nel mirino della procura di Massa Carrara la cooperativa sociale Serinper, che in questo modo, secondo le accuse, dal 2011 ha aumentato i suoi ricavi di circa 13 volte, passando da 200 mila euro a 2.740.000 del 2017. Otto le ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, per i reati di corruzione e di traffico di influenze illecite, a seguito dell’indagine denominata ‘Accoglienza’, svolta dai carabinieri di Massa (Massa Carrara), coordinati dal pm Alessia Iacopini. Ai domiciliari è finito anche il sindaco di Villafranca Filippo Bellesi per aver autorizzato una delle strutture nonostante le carenze strutturali, e Rosa Russo, ex giudice onorario presso il tribunale per i minori di Firenze accusata di aver riferito ai dirigenti della Serinper l’esistenza di attività investigative nei loro confronti. Arresti domiciliari anche per i tre titolari della cooperativa, il presidente Alessio Zoppi, il suo vice Enrico Benassi e la moglie Tamara Pucciarelli; Paola Giusti, responsabile del centro affidi dei servizi sociali per il Comune di Massa, accusata di avere assegnato, o fatto assegnare, i “pazienti disagiati” presso le case di accoglienza della Serinper, in cambio dell’assunzione di un suo familiare. E ancora, Rosanna Vallelonga, direttore della Società della salute della Lunigiana, accusata di aver “facilitato” alla cooperativa l’acquisizione di un immobile, omettendo i dovuti sopralluoghi ispettivi, in cambio dell’assunzione di alcune persone; e Mauro Marcelli all’epoca dei fatti dipendente pubblico responsabile dell’ufficio Suap. Tra gli indagati, invece, il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, un suo consigliere comunale e il presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti. Secondo la procura, il sistema corruttivo, oltre a creare una commistione tra controllore e controllato, ha permesso ai dirigenti della coop di ottenere innumerevoli vantaggi, oltre ai profitti derivanti dall’inserimento di più utenti all’interno delle strutture, anche l’elusione dell’osservanza degli obblighi contrattuali stipulati con i vari enti della Pa e delle gravissime violazioni degli standard minimi richiesti. Il tutto, approfittando del fatto che i soggetti preposti al controllo erano stati corrotti dai gestori con assunzioni “di comodo”. (ANSA)

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