A settembre 2020 si stima, per l`interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 un marcato aumento congiunturale per le esportazioni (+8,3%) e una lieve contrazione per le importazioni (-2,7%). Lo ha reso noto l’Istat aggiungendo che l`export registra una crescita su base annua del 3%, cui contribuisce l`aumento delle vendite di beni strumentali (+11,1%) e beni intermedi (+6,3%).
L`import, invece, segna ancora una flessione ampia sebbene in attenuazione (-12,4%, da -16,6% di agosto), spiegata soprattutto dal forte calo degli acquisti di energia (-46,7%). Aumentano su base annua gli acquisti di beni intermedi (+11,1%).
La stima del saldo commerciale a settembre 2020 è pari a +5.322 milioni (era +2.785 milioni a settembre 2019). Aumenta l`avanzo nell`interscambio di prodotti non energetici (da + 5.931 milioni per settembre 2019 a +7.002 milioni per settembre 2020).
“A settembre 2020, l`export verso i paesi extra Ue segna un nuovo rialzo su base mensile – esteso a tutti i raggruppamenti principali di industrie – e torna a crescere su base annua per la prima volta da febbraio 2020. La dinamica positiva dell`export – è il commento dell’Istat – è tuttavia influenzata da movimentazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale) verso gli Stati Uniti, al netto delle quali si stima una crescita congiunturale meno ampia (+4,3%) e una lieve flessione tendenziale (-0,7%). L`import, invece, dopo gli aumenti dei tre mesi precedenti, registra un calo congiunturale cui contribuisce principalmente la riduzione degli acquisti di beni intermedi (per 1,6 punti percentuali). La sua flessione tendenziale resta ampia sebbene in ulteriore ridimensionamento”.
Istat, a settembre prezzi produzione industriale +0,1% mese, -3,1% anno
A settembre 2020 i prezzi alla produzione dell’industria risultano in aumento dello 0,1% su base mensile e in diminuzione del 3,1% su base annua. Lo ha reso noto l’Istat.
Sul mercato interno i prezzi alla produzione dell’industria registrano un incremento congiunturale dello 0,3% e un calo tendenziale del 3,8%. Al netto del comparto energetico, i prezzi aumentano dello 0,1% su base mensile, mentre la loro variazione tendenziale è nulla.
Sul mercato estero i prezzi non variano su base mensile (0,0% per l’area euro, -0,1% per l’area non euro) e segnano una flessione tendenziale meno accentuata rispetto a quella sul mercato interno (-1,1%; -0,9% per l’area euro, -1,3% per l’area non euro).
Nel trimestre luglio-settembre 2020, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria registrano un aumento dell’1,3%, dovuto soprattutto all’incremento dei prezzi sul mercato interno (+2,0%), mentre quello sul mercato estero è molto contenuto (+0,1%).
Nel mese di settembre 2020, fra le attività manifatturiere, gli aumenti tendenziali più elevati interessano i settori computer e prodotti di elettronica e ottica (+2,9% area non euro), altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+0,7% mercato interno, +1,0% area euro, +2,3% area non euro), mezzi di trasporto (+1,2% area euro, +1,0% area non euro), macchinari e attrezzature n.c.a. (+0,7% mercato interno, +0,8% area euro) e industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+0,8% mercato interno). Le flessioni più ampie, su tutti e tre i mercati di riferimento, si registrano per coke e prodotti petroliferi raffinati (-21,4% mercato interno, -6,1% area euro, -24,2% area non euro).
A settembre 2020 i prezzi alla produzione delle costruzioni per “Edifici residenziali e non residenziali” aumentano dello 0,3% su base mensile e dello 0,7% su base annua. I prezzi di “Strade e Ferrovie” crescono dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,5% in termini tendenziali.
“A settembre 2020, come ad agosto, i prezzi alla produzione dell’industria – è il commento dell’Istat – registrano un incremento congiunturale modesto, dovuto in particolare all’ulteriore rialzo su base mensile dei prezzi dei beni di consumo non durevoli sul mercato interno. Su base annua, la flessione si amplia lievemente (-3,1%, da -3,0% di agosto), per effetto soprattutto del maggiore calo tendenziale dei prezzi dei prodotti energetici e dei beni intermedi sul mercato estero, solo in parte contrastato da una più sostenuta crescita dei prezzi dei beni di consumo non durevoli sul mercato interno. Per le costruzioni, i prezzi registrano incrementi congiunturali di pari entità per edifici e strade; positive e più sostenute le dinamiche tendenziali”.
E.G. da ildiariodellavoro.it