Scuola: partiti in Toscana corsi di recupero, 60% in presenza

Dirigente ufficio scolastico regionale,’banco di prova per 14/9′
Sono partiti oggi in tutta la Toscana i corsi di recupero per gli studenti dei licei, istituti professionali e scuole medie: il 60-70% è svolto in presenza negli istituti scolastici, mentre il resto si affida ancora alla didattica a distanza. Roberto Curtolo, dirigente dell’ufficio scolastico regionale, spiega che “i corsi sono partiti oggi, erano tutti organizzati, riguardano prevalentemente la seconda area di secondo grado e in misura minore la seconda area di primo grado. La prevalenza si svolge in presenza, ma c’è anche una percentuale intorno al 30-40% che viene svolta con la didattica a distanza”. Questa modalità, ha precisato Curtolo, è utilizzata soprattutto dalle “scuole che già all’inizio erano più strutturate su questo ambito. La didattica a distanza, inoltre, si presa molto meglio alla didattica integrativa e di recupero che non alla didattica ordinaria”. I corsi di recupero, che quest’anno si chiamano piani di apprendimento individualizzato (Pai), sono rivolti agli studenti che hanno un ‘debito’ formativo da recuperare dall’anno passato, e interessano dunque soltanto un parte degli studenti. “In questo caso – aggiunge Curtolo – non ci sono problemi di distanziamento che può essere facilmente rispettato, ma quasi tutte le scuole utilizzano questa modalità come test per l’avvio dell’anno scolastico, testano le procedure per capire le possibili problematiche in vista del 14 settembre”. (ANSA).

Scuola: virologo, non è più pericolosa di altri ambienti. Perno, tassi di infezione tra i bambini sono mediamente bassi
Se si fa attenzione e si mantengono le distanze, la scuola “non è più a rischio di contagio di un supermercato o di un cinema”. Secondo il virologo Carlo Perno, direttore dell’unita’ di Microbiologia dell’ospedale Bambino Gesu’ di Roma, al momento non c’è alcuna evidenza che i bambini siano più contagiati dal virus SarsCov2 e che contagino più degli altri. “Gli insegnanti non devono temere. I tassi di infezione tra i bambini sono mediamente bassi, di solito rimangono contagiati in famiglia, più che contagiare loro”, rileva. I dati disponibili al momento indicano che “i bambini infettati malati di Covid-19 sono pochi, ancora meno quelli con una carica virale infettante. Mantenendo la distanza e facendo attenzione, a scuola non si è più a rischio che compiendo altre normali operazioni in altri ambienti, come supermercati, autobus o cinema”, prosegue il virologo. Per avere il rischio zero, conclude, “non bisognerebbe uscire di casa, andare ovunque ci siano degli estranei. Non vedo dunque una sostanziale pericolosità della scuola”. (ANSA).

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