Studenti e lavoratori della scuola uniti per un esame di Stato e un riavvio dell’anno scolastico in sicurezza

Studenti e FLC CGIL alla Ministra Azzolina: allargare immediatamente agli studenti la partecipazione ai tavoli permanenti, perchŽ solo con il contributo di tutti si pu˜ affrontare questa fase.La FLC CGIL, lÕUnione degli Studenti e la Rete degli Studenti medi valutano positivamente la sottoscrizione da parte dei Sindacati e del Ministero dellÕIstruzione del protocollo finalizzato a garantire lo svolgimento in sicurezza degli esami di stato.LÕintesa prevede un tavolo permanente nazionale per il monitoraggio della corretta applicazione del Documento tecnico scientifico in ogni scuola, un ulteriore livello di monitoraggio regionale ed, infine, una dettagliata informativa in ogni istituzione scolastica con il supporto dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.La FLC CGIL, lÕUnione degli Studenti e la Rete degli Studenti medi chiedono alla Ministra Azzolina che questi tavoli siano immediatamente allargati ai rappresentanti degli studenti, come soggetti protagonisti di questa fase e componenti privilegiati della comunitˆ scolastica.Si tratta di una modalitˆ di lavoro partecipata, che sarˆ indispensabile anche al fine di riorganizzare modalitˆ e strumenti per riavvio dellÕa.s. 2020/2021.Il momento che attraversiamo  particolarmente delicato vista la complessitˆ di riorganizzare la presenza a scuola di studenti e personale scolastico, pertanto  necessario il contributo di tutti soggetti coinvolti.FLC CGIL – Unione degli Studenti – Rete degli Studenti mediScuola: a settembre didattica mista o ‘mini lezioni’ Sindacati, autonomia consente. Ministra replica su polemica imbutoMetˆ classe segue la lezione in aula e metˆ a casa. O anche: mini lezioni da 45 minuti, prevedendo quindi lo stesso organico ma con una diversa organizzazione del lavoro. Sono alcune delle ipotesi a cui sta lavorando la task force istituita al ministero dell’Istruzione e presieduta dal professor Patrizio Bianchi. Sono solo ipotesi di lavoro – fa notare il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – tuttavia posso dire che fare lezioni di 45 minuti non  un problema, l’autonomia scolastica giˆ lo prevede,  possibile modulare diversamente l’orario se si ritiene preferibile fare lezioni di 45 invece che di 60 minuti, e questo potrebbe avere un senso soprattutto se c’ metˆ classe in aula e metˆ a casa”, visto che, come  noto, la lezione on line  pi faticosa. Per Giannelli, comunque “a settembre  presumibile che si tornerˆ tutti a scuola anche se non  detto ci si rimanga senza interruzioni”, a causa dell’andamento del Covid. L’ipotesi della mini didattica con lezioni di 45 minuti, consentirebbe dunque di dividere una classe in due gruppi che si alternerebbero in presenza, ognuno farebbe un tot ore di lezione in aula e le altre potrebbero essere fatte di materiale e lavori a distanza, oppure, mentre un gruppo fa una lezione, un altro ne fa un’altra in locali diversi (laboratori, aule magne, palestre ecc). “Potrebbe essere una soluzione organizzativa – ragiona Pino Turi, leader della Uil Scuola – recuperando quelle ore diversamente. Bisogna avere fiducia nelle scuole e dare poche regole ma non si pu˜ pensare di farlo in una stanza del ministero, bisogna attivare la flessibilitˆ che l’autonomia consente. Le scuole sono in grado di farlo”. Questo schema, attuabile soprattutto per i ragazzi pi grandi, non verrebbe invece preso in considerazione per i bambini delle elementari. Qui la task force prevederebbe incrementi di organici, come chiedono anche i sindacati. La Cisl scuola guidata da Maddalena Gissi nel proprio studio “Ri cominciare” ha calcolato che servirebbe un incremento dell’organico di scuola dell’infanzia, primaria e Ata fino al 10%. Si tratterebbe di un organico aggiuntivo, da assumere a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2020/21. Lo studio poi immagina il posizionamento “a scacchiera” dei banchi in aula, 1 banco/1 alunno, turnazioni mattina pomeriggio, ingressi scaglionati e modalitˆ per l’intensificazione della pulizia degli ambienti. Infine oggi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina  tornata su alcune parole da lei pronunciate nei giorni scorsi che hanno suscitato polemiche. “L’imbuto di Norimberga – ha sottolineato –  una metafora sull’apprendimento molto nota nel mondo della scuola: uno studente a cui vengono ‘versate’ nozioni in testa attraverso un imbuto. L’apprendimento non funziona cos“, i docenti lo sanno bene, ed  ci˜ che intendevo dire quando ho rievocato l’immagine dell’imbuto. Ci tengo a tranquillizzare sul fatto che al Ministero non abbiamo provato ad infilare imbuti in testa ai ragazzi versandoci dei libri (liquefatti ovviamente), prima di dire che non funzioni… Magari da oggi ancora pi persone parleranno del tema dei metodi della didattica, che  molto serio”. (ANSA).”

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