Da anni lÕesperienza di Vicofaro divide e porta alla radicalizzazione delle fazioni a favore e contro, con alcune peculiarit: i contrari, anzi gli esasperati come vengono definiti, sono tutti gli abitanti del quartiere, lÕaltra lÕautoisolamento del parroco rispetto alle realt locali che dovevano essere invece suoi fisiologici riferimenti ÒpoliticiÓ; mentre Don Biancalani ha invece intrecciato alleanze e gode di appoggi nel mondo politico, culturale, giornalistico e associativo a livello regionale, nazionale ed internazionale. Vicofaro ha unito la societ civile democratica ed antifascista pistoiese quando si trattato di respingere gli attacchi di Forza Nuova e di Salvini, ma lo stesso mondo si divide al suo interno nella valutazione della qualit e della tipologia del modello di accoglienza stesso e della gestione comunicativa di questo allÕesterno.Su una cosa tutti sono, siamo, dÕaccordo (anche Don Biancalani): i migranti ospitati nella parrocchia sono troppi, molti solo di passaggio, la struttura e la quantit di volontari che vi operano gravemente insufficienti. Altra cosa su cui non ci sono dubbi che se i migranti non fossero l accolti, sarebbero sotto i ponti, ancor pi a rischio e facile preda della microcriminalit.Un ulteriore elemento che sta facendo la differenza lo smantellamento degli SPRAR e le restrizioni dei decreti sicurezza in materia di accoglienza, drammi nel dramma. Ma nessuno si mosso in tempo Òdi paceÓ. Nessuno di coloro che avrebbero dovuto muoversi, per competenza istituzionale e potere amministrativo, lo ha fatto. Il Comune non ha neppure partecipato (e la legittimit formale addotta, fa sinceramente sorridere) al tavolo attivato dal Vescovo che da mesi sta lavorando principalmente alla ricognizione di ambienti idonei dove trasferire i migranti per alleggerire la parrocchia di Vicofaro, garantendo al tempo stesso soluzioni dignitose e rispettose dei diritti delle persone, come se la questione fosse di competenza della Citt del Vaticano e non della Repubblica, come se la carit cristiana fosse sostitutiva dellÕazione statale e non semmai valore aggiunto.Ora come avvoltoi si approfitta dellÕemergenza sanitaria (problema reale per carit) per gridare e scoprire lÕinsostenibilit della situazione e invocando non so bene quali eventuali soluzioni, perch di ci ancora non abbiamo sentito niente da parte del Sindaco. Vogliamo scongiurare che si pensi ad azioni di forza, a scenari di trasferimenti coatti (dove poi?) che siamo sicuri non siano nella mente e nella sensibilit del Sindaco (forse nella ideologia?), e chiediamo come il Comune si mosso fino ad ora e come intende muoversi.In tutti questi mesi, ben prima dellÕemergenza COVID, ci siamo assunti responsabilit? Nemmeno quando perfino Don Biancalani si mostrato collaborativo e ha chiesto aiuto! Possibile che in tutta la provincia non si siano trovati luoghi alternativi o almeno non si sia avviato un tavolo ed un progetto in tal senso, con lÕAssessorato al Sociale, con la Prefettura, la Asl, col mondo del volontariato e delle cooperative, con la Regione, con le varie fondazioni?Il sospetto atroce che invece di occuparsi davvero di salute e di ordine pubblico, secondo Costituzione, si preferisca attendere il verificarsi di un incidente, la diagnosi di una positivit al covid, amplificare ad arte episodi altrimenti non degni delle prime pagine, osservare il crescendo scomposto del disagio, per cavalcare politicamente ed elettoralmente il facile consenso che si ottiene quando si mesta nel torbido.Proprio ora che la Asl ha pianificato i test sierologici per tutti gli ospiti di Vicofaro, proprio ora che con fatica in corso un trasferimento di parte di questi a Spazzavento, proprio ora che pi forte dovremmo sentire propri valori come la solidariet e lÕumanit, che prende forza la proposta di regolarizzare i migranti, proprio ora che le azioni per la salvaguardia della salute pubblica dovrebbero rivolgersi a tutti, proprio a tutti coloro che vivono a Pistoia e sono a rischio Covid, senza discriminazioni, si ha conferma che lÕaccoglienza dei migranti, la loro distribuzione diffusa sul territorio, la loro integrazione, formazione ed emancipazione verso lÕautonomia non sono nellÕagenda politica di questa amministrazione, da mai!Come SPI Cgil non vogliamo sottovalutare o ignorare i disagi del vicinato, frutto di un modello di accoglienza che non ci convince per pi motivi, ma su una cosa, Sindaco: se a premerle la salute dei soli parrocchiani, pu stare tranquillo : non ci si contagia se le distanze, non solo fisiche, sono abissali!Andrea Brachi, segretario generale SPI CGIL PistoiaAlberta Bresci, segreteria SPI CGIL PistoiaSergio Frosini, segreteria SPI CGIL Pistoia
90 3 minuti di lettura