Nidi, asili e scuole: spazi e personale tutti da rivedere. Cgil Siena,urgente individuare modalitˆ di riapertura in

I bambini e i ragazzi, pi di tutti, stanno soffrendo il protrarsi della reclusione forzata, la scuola rappresenta infatti un luogo di confronto fondamentale per il loro corretto e sano sviluppo psicofisico. La didattica a distanza ha evidenziato sin da subito numerose criticitˆ legate al digital divide (un aspetto che la rende molto poco democratica) e alla mancanza dellÕinterazione diretta degli studenti tra loro e con i propri insegnanti. Nella scuola, a partire dai nidi e dalle scuole dellÕinfanzia, lÕapprendimento non si limita ad acquisizione nozionistica, ma passa attraverso relazioni, socialitˆ, fare gruppo, stare insieme, attraverso insomma una condivisione reale della vita e delle esperienze dove la costruzione di progetti educativi  complessa e il Òfare insiemeÓ  elemento centrale. La ripartenza dei servizi educativi 0-6, per˜, appare la pi complicata per la difficoltˆ a mantenere il distanziamento con lÕadulto e tra i compagni.Per il prossimo anno scolastico bisogna mettere in campo un piano di investimenti sugli organici, giˆ fortemente carenti forse soprattutto per il personale ATA (assistenti tecnici, informatici e collaboratori scolastici), e programmare un piano di immissioni in ruolo straordinario per evitare lÕaumento esponenziale dei contratti precari e per alleggerire le segreterie scolastiche dellÕenorme lavoro burocratico che, oggi pi che mai, rischia di compromettere definitivamente una ripartenza ordinata della scuola in presenza. Invece il Ministero ha optato per non rinnovare le graduatorie di Istituto e procedere con la programmazione di concorsi in modalitˆ standard, che certamente non potrˆ essere portata a termine entro il mese di settembre perchŽ probabilmente fino a quel momento non ci saranno ancora le condizioni sanitarie per poter far svolgere le prove concorsuali allÕelevatissimo numero di persone che si candiderˆ.Si pone poi il problema degli spazi: sono ormai moltissimi anni che denunciamo la presenza, anche nella nostra provincia, di classi di ogni ordine e grado di istruzione con pi di 30 alunni. Se le ‘classi pollaio’, fino a ieri, erano solo un problema didattico cui nessuno si interessava perchŽ la scuola, da almeno un ventennio, serve solo a far cassa, oggi diventano un problema sanitario molto complesso da risolvere che richiederˆ certamente un investimento negli organici ma anche in infrastrutture.Per quanto concerne il personale dei servizi educativi 0-6 la responsabilitˆ  in capo ai Comuni, ci auguriamo quindi che siano messi in condizione dal Governo di assumere fuori dai vincoli in essere, soprattutto per aumentare il numero degli organici e consentire un rapporto molto inferiore tra educatore e bambino. E anche sul fronte degli spazi e delle strutture molto c’ da fare per individuare al pi presto soluzioni strutturali in grado di garantire il distanziamento sociale, a partire dalla ristrutturazione delle strutture e dellÕindividuazione di spazi oggi inutilizzati da riconvertire.Se le Istituzioni a governo del sistema, in modo coordinato e con progetti condivisi, non saranno in grado di intervenire per consentire la riapertura in sicurezza ed adeguatezza di nidi, asili e scuole, si assumeranno lÕenorme responsabilitˆ della decrescita di intere generazioni, compresa quella dei genitori che non potranno riprendere appieno la loro attivitˆ lavorativa. Il timore, molto fondato,  che a pagarne le spese saranno soprattutto le donne e che l’Italia farˆ degli enormi passi indietro soprattutto sul terreno dei diritti femminili giˆ fortemente penalizzati in un contesto che non pu˜ certo definirsi allÕavanguardia su questo fronte.FLC CGIL e FP CGIL Siena

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