Abbiamo da sempre denunciato le grandi concentrazioni dei gruppi armatoriali come causa principale della crisi del sistema portuale nazionale e cittadino. La nostra posizione non cambiata. Il fallimento di un sistema deve per essere ricercato in una concatenazione di cause.I dipendenti della Agenzia per il Lavoro in Porto (Alp) – unico soggetto nel porto di Livorno autorizzato ex art.17 a fornire lavoro temporaneo per la gestione dei picchi di volumi di traffico Ð stanno vivendo da circa 6 mesi una situazione drammatica e non pi sostenibile: i turni di lavoro hanno infatti subito una drastica riduzione a causa del far-west presente in porto. Nel nostro scalo regna ormai la pura anarchia.Il preoccupante calo di verifiche ispettive Ð dovuto anche al riassetto dellÕUfficio del lavoro portuale effettuato dall’AdSP – ha fatto abbassare la guardia e in molti se ne stanno approfittando.Il risultato che le imprese ex art 16 e ex art.18 ricorrono sempre di pi al lavoro straordinario e che gli avviamenti al lavoro vengono sempre pi spesso effettuati senza rispettare i riposi previsti dalla normativa. Per non parlare delle assunzioni a tempo determinato effettuate senza una reale verifica dei volumi di traffico. Tutto questo aggrava la crisi di un porto gi in difficolt a causa delle carenze infrastrutturali e innesca tensioni sociali tra i lavoratori. A subire le conseguenze pi pesanti sono i circa sessanta dipendenti di Alp, ridotti quasi alla fame.La Filt Cgil denuncia nuovamente con forza quanto sta avvenendo e preannuncia ulteriori iniziative a sostegno dei lavoratori di Alp. Siamo pronti alla mobilitazione. Oggi a pagare il conto pi salato sono i lavoratori ex art.17: se per le imprese continueranno a competere slealmente sul costo del lavoro sar lÕintero sistema portuale a pagare le conseguenze di questa condotta spregiudicata.Giuseppe Gucciardo, segretario generale Filt Cgil Livorno
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