Decreto chiusure: sciopero in Lombardia. Cgil, Cisl, Uil: ”Troppe aziende ancora aperte”

La lista delle attivitˆ che possono restare aperte in emergenza coronavirus per il sindacato  troppo lunga. Alcune aziende che in base alla norma dovrebbero tenere aperti i cancelli stanno scioperando. é il caso per esempio di Leonardo. E in Piemonte della Avio-Aero di Rivalta e di Borgaretto, nel Torinese, con una adesione di oltre il 90%. Il sindacato confederale ha diffuso un comunicato unitario subito dopo lÕuscita del decreto in cui si critica lÕallungamento della lista delle attivitˆ che possono tenere aperto. E si minaccia lo sciopero generale. ÇNella notte di sabato avevamo identificato tutti i settori che sono indispensabili. Domenica si sono aggiunte tutta una serie di produzioni che di indispensabile non hanno proprio niente. In questo modo si rischia di svilire il lavoro che abbiamo fatto credo con grande serietˆ nella notte di sabato, ma anche di vanificare una scelta importante, vitale per tanti uomini e donne del PaeseÈ, commenta Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl. ÇNon  stato un aggiustamento,  stato uno stravolgimento – valuta il leader della Cgil Maurizio Landini Ñ. Abbiamo chiesto al governo un incontro per oggi per andare a precisare le attivitˆ necessarie e i settori non essenziali. Quelli essenziali non si discutono, ma ad esempio il commercio allÕingrosso non ha senso con in negozi chiusi e la gente che sta a casa. Vale anche per la fabbricazione delle macchine per lÕagricoltura: un contadino il trattore giˆ ce lÕha e non se lo va certo a comprare oggiÈ.I metalmeccanici della Lombardia dichiarano per mercoled“ 25 marzo lo sciopero regionale. Stessa cosa ha fatto anche la categoria dei chimici, sempre in Lombardia. ÇRiteniamo che lÕelenco sia stato allargato eccessivamente, ricomprendendovi settori di dubbia importanza ed essenzialitˆ. Contemporaneamente, il decreto assegna alle imprese una inaccettabile discrezionalitˆ per continuare le loro attivitˆ con una semplice dichiarazione alle Prefetture. Noi non ci stiamo! Tutte le scelte che piegano, ancora una volta, la vita e la salute delle persone alle logiche del profitto Fiom, Fim e Uilm della Lombardia dichiarano, e sostengono, fin da ora, ogni possibile azione di mobilitazione e contrasto per impedire che lÕesercizio di questa scelta costringa lavoratrici e lavoratori di attivitˆ non strettamente indispensabili a dover continuare a recarsi al lavoroÈ. Cos“, invece, la nota di Fictem, Femca e Uiltec, le sigle della categoria dei chimici: ÇRiteniamo necessario chiedere la modifica del Decreto e tutelare la salute di tutti, dichiarare lo sciopero regionale il 25 marzo in tutte le aziende che non hanno produzioni essenziali e di pubblica utilitˆ per le necessitˆ del Paese e in tutti quei luoghi di lavoro dove non ricorrano le condizioni di sicurezza Chiediamo alle Associazioni Datoriali e alle Aziende di avere senso di responsabilitˆ e di non determinare ulteriori tensioni ed esasperazioni tra i lavoratori. Pertanto auspichiamo lÕutilizzo degli ammortizzatori sociali per consentire la fermata dei lavoratoriÈ.

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