La lettera che i detenuti dei carceri di Venezia, Padova e Vicenza hanno rivolto alle massime cariche dello Stato e al Papa ha colto nel segno. La missiva, pubblicata sabato scorso, ha ricevuto la risposta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha esposto al Gazzettino il suo pensiero. La vostra lettera mi ha molto colpito perch il segno di una sincera preoccupazione per la gravissima epidemia che sta interessando il nostro Paese” scrive il Capo dello Stato rivolgendosi ai detenuti del Nordest. Quei detenuti che nell’appello avevano detto di “meritarsi per la maggior parte una pena, ma non una tortura”, di accettare di essere privati della libert ma “non della dignit, del diritto alla salute e del diritto a vivere”. Avevano anche criticato come erano stati loro sospesi, nei drammatici giorni del coronavirus, i colloqui con i familiari. “Una visita anche un’ora alla settimana, una parola di conforto di un volontario, un’attivit anche se saltuaria, sono piccole cose che ci tengono in vita” avevano detto parlando a nome dei 761.000 detenuti e per le circa 45.000 persone impegnate nella gestione delle 189 carceri. (ANSA).”
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