I provvedimenti di blocco prorogati fino al 3 maggio e dopo non certo che si riaprir. é preoccupato?ÇPurtroppo i dati del comitato scientifico che consiglia il governo dicono che non siamo fuori dallÕemergenza Ñ risponde il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini Ñ. é un costo pesante ma la salute e la sicurezza dei lavoratori e di tutti i cittadini devono essere centrali per la ripresaÈ (qui lo speciale ÇLa parola alla scienzaÈ).Come sar la ripresa?ÇDobbiamo ragionare in modo diverso. Vorrei dirlo anche al sistema delle imprese: noi non torneremo alla situazione precedente. Pensare che semplicemente passer la nottata e poi tutto torner come prima sarebbe lÕerrore pi grave. Dobbiamo usare questo tempo per definire nuove modalit organizzative e di sicurezza: cambiare non solo il modo di lavorare, ma anche quello di andare al lavoro, tutto in funzione della tutela della salute e di un nuovo modello sociale e di sviluppoÈ.E come si fa?ÇUn utile esempio lÕaccordo fatto con Fca, dove la discussione non stata su quando, ma su come riaprire. Questo il punto: siamo davanti a un cambiamento radicale. LÕemergenza sanitaria avviene nel pieno di unÕemergenza climatica e mentre accelera la rivoluzione digitale. Tutto ci impone nuovi modelli di vita e lavoro al centro dei quali non ci siano profitto e mercato, ma sicurezza, qualit della vita e del lavoro, giustizia socialeÈ.Cambiare il modo di andare al lavoro significa ingressi scaglionati?ÇQuesto pu essere un modo, ma ce ne sono anche altri come sviluppare il lavoro a distanza. Intanto, partiamo dal protocollo tra sindacati e imprese del 14 marzo e caliamolo con intese specifiche nelle aziende, tenendo conto delle filiere, cio anche di appalti e piccole imprese. Dovremo ripensare lÕindustria ma anche il turismo, la cultura e le attivit dove decisivo che tante persone stiano insiemeÈ.Conte ha creato per questo una task force di esperti guidata da Vittorio Colao.ÇCÕ sicuramente bisogno di utilizzare tutte le intelligenze disponibili, ma cambiamenti di questa portata hanno bisogno di consenso e partecipazione delle parti sociali. Il virus ha fatto emergere tutti i limiti e le fragilit di questo modello di sviluppoÈ.Anche lei auspica una nuova Iri, come i 5 Stelle?ÇCome Cgil abbiamo proposto gi da qualche anno una agenzia nazionale per lo sviluppo. Servirebbe a indirizzare la grande massa di investimenti che saranno necessari, dalla sanit pubblica al sistema della mobilit e delle infrastrutture, fino alla cultura alla conoscenza e al turismo. Serve unÕidea di PaeseÈ.Intanto le confindustrie del Nord sono preoccupate e 80-90 mila aziende hanno chiesto ai prefetti di riaprire in deroga al blocco.ÇRipeto, la discussione va fatta non su quando si riparte, che una compito della politica,ma su come. E al premier Conte abbiamo chiesto che le domande di riapertura sulla base di autocertificazioni vengano verificate, per evitare forzature inutili e dannose da parte delle aziende . Credo sia il momento della responsabilit non quello delle furbizieÈ.Quanti perderanno il lavoro a causa della pandemia?ÇNessuno deve perderlo. Anche per questo abbiamo insistito col governo su un decreto senza precedenti per dare liquidit alle imprese e troviamo ragionevole la loro richiesta che i prestiti siano a pi lunga scadenza. Ma chiediamo che la liquidit venga legata allÕimpegno a non licenziare, a non delocalizzare, e introducendo sistemi di controllo sulla legalit È. di Enrico Marro da corriere.it
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