Negli appalti degli alberghi, addetti senza lavoro e senza ammortizzatori socialiÓ: lÕallarme della Filcams Cgil Firenze. ÒSono lavoratori fragili che ne avrebbero diritto ma n loro n le ditte attivano le pratiche di accesso. Ognuno deve fare la sua parteÓ In questi giorni di lockdown, la Filcams Cgil di Firenze resta in campo mettendo in atto azioni di tutela, individuali e collettive, che oggi, pi che mai, sono divenute necessarie per non dire vitali.Due le priorit: salute e sicurezza sul lavoro, continuit reddituale.Su quest’ultima, stiamo sottoscrivendo accordi di ammortizzatori sociali con le nostre controparti. Tra questi, assumono una certa importanza quelli del comparto ricettizio alberghiero, visto il numero impressionante di lavoratrici e dei lavoratori di questo settore in cassa integrazione (circa 2mila).Vogliamo sottolineare tuttavia che si tratta, perlopi, dei dipendenti diretti degli alberghi e non di quelli delle societ che in appalto a quest’ultimi svolgono i vari servizi di pulizia, facchinaggio, ristorazione, eccetera.Abbiamo sempre denunciato le condizioni di forzata “invisibilit” di queste lavoratrici e di questi lavoratori (deboli economicamente, precari, poco tutelati, spesso stranieri) e le politiche di terziarizzazioni anomale messe in atto dalle societ appaltatrici e dagli alberghi loro committenti.Ebbene, di fronte all’emergenza di questi giorni, ci domandiamo che fine abbiano fatto questi lavoratori “invisibili”, che a Firenze – si stima – sono oltre 2mila (in quanto negli alberghi spesso sono pi dei diretti).Perch – sia chiaro – la sospensione dei licenziamenti ed i provvedimenti di estensione degli ammortizzatori sociali varati in questi giorni dal Governo valgono ovviamente anche e soprattutto per loro.Anche loro hanno diritto agli ammortizzatori sociali, ma n loro n le loro aziende stanno chiedendo o espletando le apposite pratiche, e quindi questi addetti adesso sono senza lavoro e senza cassa integrazione.E se a loro ci rivolgiamo, esortandoli a superare legittime paure e a venire ai nostri sportelli, il nostro appello intendiamo indirizzarlo alle societ appaltatrici e ai loro committenti, richiamando da una parte ai loro obblighi giuridici e sociali, e avvertendoli dall’altra che, in caso contrario, forte e determinata sar la nostra risposta ad ogni livello.Tutti dicono che solo una buona gestione della crisi potr prefigurarci un mondo migliore. Se davvero per vogliamo che queste parole abbiano un senso concreto, venuto allora il momento, ed gi tragicamente tardi, che ciascuno svolga la sua parte.”
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