Abbiamo ricevuto la convocazione ufficiale da parte del Mise in merito alla vertenza Sanac per il prossimo 13 novembre. Ci auguriamo che a quel tavolo sindacale avremo la possibilit di confrontarci con ArcellorMittal visto che ad oggi non abbiamo ancora avuto occasione di discutere direttamente con la multinazionale e le informazioni in nostro possesso derivano da comunicazioni pervenuteci dai tre Commissari. Vorrei per fare alcune precisazioni in merito al percorso che ci ha visto protagonisti in questi mesi e che ci ha portato pi volte a manifestare in citt per denunciare i ritardi e l?immobilismo di questa trattativa. A maggio, quando tutto sembrava mettersi sui giusti binari, la messa in discussione della cos detta immunit penale sul sito di Taranto aveva condotto ArcellorMittal a chiedere una proroga sull?acquisto, proroga concessa dai commissari a seguito del rinnovo della Fideiussione a garanzia, come da noi richiesto, del mantenimento di tutto il battente occupazionale, ossia 350 lavoratori del gruppo. Parlo di 350 lavoratori non a caso, perch per noi questa vertenza una vertenza che riguarda principalmente e prioritariamente tutto il gruppo. Lo scorso 25 settembre abbiamo appreso della volont di Arcellor Mittal di prorogare ulteriormente l?offerta di acquisto nonostante l?immunit penale sia stata reintrodotta, questa volta i problemi sono legati all?altoforno 2 di Taranto che rischiava la chiusura programmata per il 10 ottobre. Anche in questo caso, a seguito di una richiesta avanzata al tribunale, stata concessa la possibilit di mantenere l?attivit , a seguito per della presentazione di un piano operativo di messa in sicurezza con le dovute prescrizioni da realizzarsi entro il 20 dicembre, quindi di fatto mantenendo in vita l?altoforno. I commissari a quel punto, come da noi sempre richiesto, hanno preteso l?estensione della garanzia fidejussoria con il mantenimento dell?impegno di assunzione di tutti e 350 lavoratori, garanzia che arrivata la sera del 30 settembre, ultimo giorno utile e che a noi stata comunicata il primo ottobre mentre stavamo manifestando. Inoltre stata garantita la possibilit di verificare un incremento di ordinativi provenienti da Taranto con la parte commerciale. Questo potrebbe, e ce lo auguriamo, scongiurare un ricorso maggiore alla cassa integrazione straordinaria che abbiamo sottoscritto il 3 ottobre solo a seguito di queste garanzie e del pagamento mensile dei periodi di cassa che saranno necessari. Questi continui ritardi e rimandi sulla possibile acquisizione di un gruppo che a tutt?oggi continua a produrre utili sono per noi inaccettabili, i lavoratori della Sanac non possono essere lasciati nella continua incertezza sul proprio futuro. Il Governo, la struttura commissariale ma soprattutto Arcellor Mittal devono operare per rendere effettivi gli impegni sottoscritti e mettere in condizioni Sanac di ritornare alla normalit gestionale e operativa. Questo balletto, soprattutto su Taranto a cui noi ormai siamo legati a doppio filo, svela che la dicotomia reale non tra lavoro e ambiente ma tra profitto ad ogni costo da un lato e salutesicurezza dei lavoratori e delle popolazioni esposte dall?altro.Nicola Del Vecchio, Segretario Generale Filctem Cgil Massa-Carrara
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