Una guerra silenziosa, drammatica e senza fine continua imperterrita: quella delle morti sul lavoro.Una strage che si sta perpetrando nei luoghi di lavoro e che segna il grado di civilt di un paese.I dati confermano la gravit di questo fenomeno e la profondit del suo radicamento nel tessuto produttivo. Poi vi sono le malattie professionali, le invalidit permanenti, gli infortuni, ed ogni anno si chiude come un ? bollettino di guerra?.Siamo di fronte ad un sistema incline a non garantire lavoro sicuro e salari equi, basato sulla competizione dei costi e dei diritti.Prima che abrogassero tante leggi a tutela del lavoro, era sicuramente pi difficile scaricare la responsabilit sugli ultimi, cos come notiamo in questi tempi di libero mercato.Su queste basi evidente che la sicurezza nei luoghi di lavoro viene sempre pi a mancare.Troppi i silenzi ed i ricatti che sono costretti a subire tanti i lavoratori a causa delle preoccupazione di perdere il posto di lavoro, soprattutto in un tempo di crisi, e la legislazione, che sempre pi riduce i diritti delle persone che lavorano, non aiuta sicuramente a dare risposta al grave problema della sicurezza nei luoghi di lavoro.Vi sono troppe catene produttive distorte, troppi appalti e subappalti dove vengono a mancare il coordinamento dei lavori, l’addestramento, le necessarie informazioni e dove spesso si svolgono anche lavorazioni nocive in promiscuit con altre lavorazioni.Aumentano anche le nocivit nei luoghi di lavoro, e questo pu provocare malattie ai lavoratori che si sviluppano nel tempo, come successo per l’amianto.Ovviamente si distinguono le imprese che lavorano sulla qualit ed investono in sicurezza, ma il sistema complessivo segna un arretramento delle condizioni.La nautica Toscana, un settore del lusso, segna il picco massimo di lavorazioni in appalto e subappalto. Formalmente nelle aziende sulla carta vi sono tutti i protocolli, i documenti sulla valutazione dei rischi, ma poi le realt lavorative sono completamente differenti.Sindacalmente siamo impegnati a sostegno dell’azione costante degli Rls e Rsu in molti luoghi di lavoro ed attraverso la contrattazione, ma vi sono troppe piccole imprese nel panorama produttivo dove difficile anche poter svolgere un’assemblea sindacale ed i controlli degli organi ispettivi sono troppo carenti.Le responsabilit dei datori di lavoro sulla mancata sicurezza sono pesanti, e non possono essere solo ricondotte all’ultima catena di un subappalto magari preso al ribasso, va ricostruita anche la catena delle responsabilit e va chiamato a rispondere chi ha effettivamente il vero potere di intervento e di spesa.Bisogna far salire di nuovo il livello delle responsabilit perch spesso di vita o di morte che si tratta quando si parla di lavoro e sindacalmente batterci per far riconoscere ai lavoratori tutte le garanzie e tutele affinch il lavoro sia fonte di vita e non causa di sofferenza o morte.Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana
71 2 minuti di lettura