I PlasticBusters, una squadra di scienziati acchiappa-plastica nell’Arcipelago Toscano

PlaticBusters MPAs Š un progetto di ricerca internazionale guidato da ISPRA e con la responsabilit… scientifica dell?Universit… di Siena per liberare il Mediterraneo dalle microplasticheSi Š conclusa a fine luglio 2019 la seconda delle tre spedizioni di quest?anno del progetto PlasticBusters, che ha visto una decina di ricercatori impegnati in una campagna di campionamento e monitoraggio dei rifiuti plastici in mare a bordo della nave Astrea di ISPRA.Le aree passate in rassegna sono state quelle del Santuario Pelagos, un’area marina protetta che si estende per quasi 90.000 km2 nel Mediterraneo nord-occidentale tra Provenza, Sardegna e le coste toscane. La prima ha riguardato le zone pi— a nord, tra Francia e Liguria, a luglio Š stata la volta dell’arcipelago toscano e a settembre sar… scandagliata l?area tra Corsica e Sardegna.Censimento plastiche e microplastiche presenti all?interno dell?area marina protetta.A bordo della nave-laboratorio i ricercatori del Dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell?ambiente dell?Universit… di Siena, sotto la direzione della professoressa Maria Cristina Fossi, che da anni si occupa di biomarkers nell’ecotossicologia terrestre e marina, si sono occupati di censire le plastiche e microplastiche presenti all?interno dell?area marina protetta.Durante i quindici giorni trascorsi in mare percorrendo pi— di 1200 miglia, sono stati eseguiti oltre 70 campionamenti tramite una rete manta per valutare la distribuzione e la concentrazione delle microplastiche superficiali. Inoltre sono stati fatti pi— di 130 monitoraggi di macrolitter galleggiante, cioŠ ammassi di spazzatura di pi— ampie dimensioni.Analisi a bordo Sono state prelevate alcune specie di mitili e invertebrati per analisi dei tessuti come bioindicatori dello stato di salute del mare. Infine i frequenti incontri con i cetacei hanno permesso agli scienziati di effettuare delle biopsie cutanee sulle balene, per effettuare poi analisi che verificassero l?accumulo e l?assorbimento delle sostanze plastiche da parte della fauna marina.In linea con la volont… di condividere l?attivit… di ricerca con la stampa e i cittadini, Š stato possibile seguire giorno per giorno le attivit… svolte a bordo della nave oceanografica in un diario di viaggio online. Scopo del progetto Š infatti accrescere la consapevolezza della problematica della plastica in mare e stimolare il coinvolgimento dei decisori politici verso un quadro di azioni condivise in direzione di un Mediterraneo libero dalla plastica.Partecipanti al progettoLa campagna fa parte di una delle fasi del PlasticBusters MPAs, un progetto cofinanziato dal Programma Interreg-Med, di cui ISPRA Š la capofila e l’Universit… di Siena il responsabile scientifico, che ha l?obiettivo di contribuire al mantenimento della biodiversit… e a preservare l?ecosistema nelle Aree Marine Protette dai rifiuti dispersi in mare.Questo tipo di inquinamento Š causato principalmente da una mala gestione dei rifiuti solidi sulla terraferma e necessita di un?azione coordinata e comunitaria per essere arginato.Con questo proposito il progetto PlasticBusters prevede anche azioni mirate all?intero ciclo del marine litter, dal monitoraggio e la valutazione, alla prevenzione e mitigazione del fenomeno per la creazione di linee guida normative condivise tra tutti i paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.Il Mar Mediterraneo Š uno dei mari pi— contaminati dalla presenza delle microplastiche perch‚ fortemente antropizzato e popoloso e perch‚, a causa della sua struttura di mare chiuso, ha scarso ricambio di acque in cui gli inquinanti si accumulano. Per microplastiche si intendono frammenti di rifiuti di plastica dalle dimensioni inferiori ai 5 millimetri e sono originati principalmente dal lavaggio di capi sintetici e dall?abrasione dei pneumatici, ma provengono anche dalla frantumazione dovuta al moto ondoso e alla fotodegradazione di rifiuti plastici non biodegradabili di pi— grandi dimensioni. Si stima che di tutti i rifiuti presenti nel mare, la maggior parte, circa il 70-80%, sia costituito da plastiche.Giulia Casasole da arpat.toscana.it

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