Scacchetti (Cgil) a RadioArticolo1: I 160 tavoli di crisi al Mise non raccontano appieno la drammaticit della situazione che viviamo, come testimonia l’esplosione delle ore di Cigs, aumentate del 450% nell’ultimo anno. Tutto il sistema in difficolt Anzich diminuire, le crisi industriali aumentano, e i 160 tavoli aperti al Mise, in realt , non raccontano appieno la drammaticit della situazione che stiamo vivendo nel Paese. Tavoli di crisi, cassa integrazione, precariato. Su questo e altro ancora ha risposto la segretaria confederale Cgil Tania Scacchetti ai microfoni di RadioArticolo1. Molte fabbriche chiudono per non riaprire mai pi ? ha proseguito la dirigente sindacale ? e a pagare sono sempre i lavoratori, come testimonia l’esplosione delle ore di Cigs, aumentata nell’ultimo anno del 450%. La crisi coinvolge grandi gruppi, ma tutto il nostro sistema imprenditoriale in crescente difficolt . Se a questo, sommiamo il fatto che abbiamo gi perso il 25% del modello industriale, e che il lavoro che si generato perlopi precario e povero, concentrato nel terziario a basso valore aggiunto, il quadro davvero a tinte fosche. Siamo di fronte a una crisi conclamata e di lunga durata.Nel contempo la disoccupazione giovanile non diminuisce, e ancora cresce il lavoro intermittente e occasionale, a partire dal fenomeno dei rider. Sempre dall’ultimo osservatorio Inps sulla precariet , si evince che il lavoro femminile in Italia sempre il fanalino di coda nell’Unione europea, e quasi sempre di natura precaria, a cominciare dal part time involontario, quando tutti gli istituti internazionali, Ocse in primis, concordano nel dire che l’unico modo per innalzare il Pil e la crescita di un paese proprio quello di aumentare la percentuale di donne che lavorano. Il nostro, un paese che vive di incentivi e sostegni al reddito e non si impegna in politiche del lavoro strutturali e di lunga durata. Ovviamente, vi sono regioni del Nord dove il tasso di occupazione si avvicina al 70%, in media Ue, e non un caso che in quei contesti il sistema di welfare sia storicamente pi sviluppato, ha aggiunto la sindacalista.Uno dei settori dove bisognerebbe intervenire quello dei servizi pubblici, come ci ha ammonito di recente l’Unione, a fronte di un tasso di precariet eccessivo, nonch di scarsa qualit . ? un problema che ci portiamo avanti da oltre un decennio, frutto di politiche caratterizzate dall’aumento delle esternalizzazioni e dalla diminuzione del perimetro pubblico, oltrech dal blocco prolungato della contrattazione e del turn over, con l’aumento di comparti pubblici gestiti da lavoratori di natura privatistica, con contratti diversi e spesso con retribuzioni inferiori e con meno diritti rispetto ai loro colleghi della pubblica amministrazione, con impoverimento della qualit del servizio e della centralit del ruolo pubblico nell’erogazione dei servizi. Insomma, il richiamo di Bruxelles sacrosanto, ma trovare oggi le soluzioni per riportare centralit e stabilit dell’occupazione sar un percorso lungo, anche perch l’immissione di precari stata altissima e il ministro Bongiorno non affronta il tema con l’urgenza che dovrebbe e continua ad avere una visione di riforma della pa tutta incentrata su una logica punitiva e di controllo, dimenticando il nodo dell’assenteismo in primo luogo un danno per i dipendenti seri, che fanno il loro dovere, ha concluso Scacchetti. da rassegna.it
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