Istat: livelli istruzione in aumento ma inferiori a quelli Ue. Vantaggio donne su livello istruzione

In Italia, i livelli di istruzione della popolazione sono in aumento ma restano ancora inferiori a quelli medi europei; sul divario incide la bassa quota di titoli terziari. Lo certifica l’Istat nel Report Livelli di istruzione e ritorni occupazionali, diffuso oggi. Il vantaggio occupazionale dei laureati Š decisamente in crescita. Rispetto agli uomini, le donne conseguono pi— elevati livelli di istruzione e maggiori vantaggi occupazionali al crescere del livello di istruzione ma i tassi di occupazione restano ampiamente inferiori. In particolare lo studio evidenzia che sono il 27,8% i 30-34enni con un titolo terziario, 32,5% al Nord, 29,9% al Centro, 21,2% nel Mezzogiorno. I divari territoriali sono in aumento negli anni. 33,6% Š il tasso di occupazione dei 18-24enni che abbandonano precocemente gli studi; 78,4% Š il tasso di occupazione dei 30-34enni laureati.La quota di popolazione di 25-64 anni con almeno un titolo di studio secondario superiore – spiega l’Istituto di statistica – Š il principale indicatore per valutare il livello di istruzione formale conseguito in un Paese. Il diploma Š infatti considerato il livello minimo indispensabile per acquisire le competenze di base richieste nella societ… attuale e, ragionevolmente, anche nella futura. In Italia, la quota di 25-64enni in possesso di almeno un titolo di studio secondario superiore Š stimata pari a 61,7%nel 2018 (+0,8 punti percentuali sul 2017), un valore molto inferiore a quello medio europeo, pari a 78,1% (+0,6 punti sul 2017). Su questa differenza incide la bassa quota di 25-64enni con un titolo di studio terziario: meno di due su dieci in Italia (19,3%, +0,6 punti rispetto all’anno precedente) contro oltre tre su dieci in Europa (32,3%, +0,8 punti rispetto all’anno precedente). Il trend degli ultimi anni Š positivo; tuttavia, tra il 2014 e il 2018 la quota di popolazione con laurea ha avuto una crescita pi— contenuta di quella Ue (2,4 punti contro 3 punti). (ANSA).Istat:Italia e Spagna, vantaggio donne in livello istruzioneTra i maggiori paesi europei, Italia e Spagna hanno in comune il marcato vantaggio delle donne nei livelli di istruzione. E’ quanto emerge nel Report dell’Istat t Livelli di istruzione e ritorni occupazionali, diffuso oggi. Nel nostro Paese, le donne almeno diplomate sono il 63,8% contro il 59,7%degli uomini mentre la differenza di genere nella media Ue Š meno di un punto percentuale. Sul fronte del titolo di studio terziario, il vantaggio femminile – evidente anche nella media europea – Š comunque pi— accentuato in Italia: 22,1% e 16,5% le quote femminili e maschili. I livelli di istruzione femminili sono peraltro aumentati pi— velocemente nel tempo: in quattro anni si registrano +2,8 punti per le donne almeno diplomate(contro +2,1 punti per gli uomini) e +3,2 punti perle laureate (contro +1,6 punti). (ANSA)Istat: aumenta divario istruzione tra italiani e stranieriAumenta il divario tra il livello di istruzione di italiani e stranieri: il divario nei livelli di istruzione Š molto ampio guardando la cittadinanza delle persone. Lo certifica l’Istituto nazionale di Statistica nel report sui livelli di istruzione diffuso oggi. Tra gli stranieri solo il 47,9% ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore (o equivalente) e soltanto il 12,4% possiede un titolo terziario, a fronte del 63,3% e del 20,1% registrato tra gli italiani. Il gap di cittadinanza Š grande anche in Europa, soprattutto in Francia e Germania. Fanno eccezione il Regno Unito, dove il livello di istruzione degli stranieri Š superiore a quello dei cittadini inglesi, e la Spagna, che presenta quote di cittadini almeno diplomati piuttosto simili tra stranieri e locali. A differenza di quanto accaduto in altri paesi europei, in Italia questo divario Š cresciuto nel tempo. Restringendo l’osservazione all’ultimo quadriennio, la quota di coloro con almeno il titolo secondario superiore si Š molto ridotta tra gli stranieri(-5,3 punti; +0,7 punti nella media Ue) e al tempo stesso Š aumentata di poco la quota di chi ha un titolo terziario (+0,9 punti; +2,2 punti nella media Ue). (ANSA).

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