Siamo in attesa della sentenza del Consiglio di Stato a seguito del frazionamento dellaconcessione unica Polo nautico.Non riteniamo affatto che vi siano stati subingressi, ma frazionamenti a tutti gli effetti chedovevano risentire di gara di evidenza pubblica.L?essersi chiusi dietro a schemi sul filo dei codici, ha messo in evidenza anche il fallimentodel governo delle aree pubbliche da parte delle Istituzioni, lasciando piena libert ai privati.Le concessioni demaniali sono beni pubblici, beni collettivi, repubblicani, e devonogenerare ricadute sociali.Fermo restando che i passaggi di concessione devono essere pubblicizzati e risentire dispecifiche gare pubbliche, nei parametri del rilascio delle concessioni dovrebbe prevalerela sostenibilit sociale, altrimenti il lavoro e la sua svalorizzazione diventano l?elemento dicompetizione.Intorno ad un bene di lusso come la nautica sempre pi appaiono elementi di sfruttamentodei lavoratori inaccettabili, lavoro spesso svilito a scapito del profitto.Le condizioni di lavoro, le retribuzioni dei lavoratori, la sicurezza nei luoghi di lavorodevono essere il perno su cui si valuta il rilascio delle concessioni.? giusto che le imprese che investono traggano equi profitti, ma la ricchezza deve essereredistribuita anche ai lavoratori.Va estesa la contrattazione di sito o di filiera, questo per evitare anche dumping tra lestesse imprese, ma le concessioni pubbliche vanno rilasciate solo a determinatecondizioni e nel maggior interesse della collettivit , in contrasto alla cultura del profittoselvaggio, costi quel che costi, anche in termini di sicurezza e dignit umana.Massimo Braccini, segretario generale FIOM Toscana
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