Il segretario Malucchi: Dichiarazioni infondate sia sulla riduzione delle rette sia sul pagamento degli stipendiNon sono soltanto le norme regionali, la delibera 995 del 2016 in modo particolare impedisce il convenzionamento delle Rsa se queste non rispettano il contratto di lavoro, a salvaguardare il servizio tutelare per gli anziani. Il segretario generale della Fp Cgil di Prato Sandro Malucchi intende chiarire il meccanismo regionale per l’attribuzione delle risorse individuali a sostegno dei servizi in Rsa per gli anziani. ? gi dal gennaio 2017 chirisce Malucchi – viene resa operativa la cosiddetta ‘libera scelta’, ovvero la possibilit peri cittadini di scegliere liberamente la struttura socio-sanitaria preferita a seguito dell’attribuzione della quota sanitaria da parte della Regione Toscana. Le quote sanitarie, che coprono il 50% della spesa che ogni anziano in Rsa deve corrispondere per il servizio, vengono erogate dalla Regione Toscana a ogni zona distretto. A quella di Prato vengono destinate 598 quote per un importo totale annuale di 11 milioni 550 mila euro. Le quote sanitarie sono gi state attribuite a anziani non autosufficienti e gi impiegate – ovvero non altrimenti impiegabili – in qualsiasi Rsa presente sul territorio pratese. L’eventuale convenzionamento della Rsa La Margherita di Paperino della Cooperativa ex Agor non permetter , contrariamente a quanto affermato dalle responsabili della struttura, nessun avanzamento del diritto degli ospiti n alcun effetto sui salari non pagati dei lavoratori. Occorre infatti sottolineare il fatto che nella Rsa di Cicignano presso Montemurlo, anch’essa gestita dalla medesima cooperativa e questa in regime di convenzione, il pagamento dello stipendio in ritardo di oltre 60 giorni. Ci dimostra che non la convenzione a determinare la correttezza nel pagamento del salario quanto, piuttosto, la buona gestione dell`impresa. Buona gestione che non pu essere ascritta alla cooperativa ex Agor – continua il segretario Malucchi – che risulta morosa a Prato come nella zona di Arezzo. Certo che se dovessero continuare a essere profuse dichiarazioni prive di fondamento da parte delle responsabili della cooperativa, atte a creare illusorie soluzioni per anziani (la riduzione del costo della retta) e lavoratori (il pagamento dello stipendio), la Funzione Pubblica Cgil adirebbe alle vie legali per poter ristabilire quel minimo di verit e trasparenza dovuta quando si offrono servizi delicati come quelli a sostegno di anziani non autosufficienti. da Il Tirreno
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