L’attuale struttura non regge e non regger : stamattina c’erano 65 mila e 500 detenuti nelle carceri italiane a fronte di una capienza regolamentare di 45 mila detenuti e con un tasso di presenza che porta l’Italia ad una percentuale tra il 127% e il 135%, variabile. Lo ha detto il direttore generale della Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Calogero Roberto Piscitello in audizione in Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Nicola Morra. L’Italia ha i criteri di determinazione della capienza pi rigidi d’Europa – ha spiegato Piscitello – L’attuale struttura non regge e non regger : stamattina c’erano 65 mila e 500 detenuti nelle carceri italiane a fronte di una capienza regolamentare di 45 mila detenuti e con un tasso di presenza che porta l’Italia ad una percentuale tra il 127% e il 135%, variabile. Lo ha detto il direttore generale della Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Calogero Roberto Piscitello in audizione in Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Nicola Morra. L’Italia ha i criteri di determinazione della capienza pi rigidi d’Europa – ha spiegato Piscitello – la capienza regolamentare nelle carceri italiane di 9 mq in caso di allocazione in camera di pernottamento singolo, a cui si devono aggiungere 5 mq per ogni detenuto in pi nella stessa camera, con una capienza variabile in ragione del numero di detenuti presenti nella stessa, mentre in altri Paesi europei la capienza regolamentare calcolata in misura fissa. Il Piano carceri avrebbe dato respiro ad una situazione carceraria che deficitaria. Se si sblocca la situazione a Cagliari riusciamo dare spazio in pi ai detenuti al 41bis, ha concluso il direttore, rispondendo alle domande della senatrice Sandra Lonardo. (ANSA)Direttore, rischi da visite Garanti a 41bisÿ Piscitello, 41bis carcere separato, sono 753 in questo regimeIl 41bis che non un carcere duro, un carcere che deve essere separato, che necessita una rigorosa separazione tra soggetti. Lo ha detto in audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, il direttore generale della Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Calogero Roberto Piscitello. Oggi sono 753 i detenuti in 41 bis. Piscitello ha evidenziato che oltre che ad alcune figure come parlamentari, magistrati, ministri di culto, dal 2009 anche il Garante nazionale dei detenuti pu incontrare i detenuti in 41 bis. Ma si pone il tema di cosa possa fare il Garante dei detenuti sia nazionale, che regionale e comunale: alcune recentissime sentenze – ha detto il direttore – hanno concesso ai Garanti la facolt di accedere nelle sezioni e chiedere dei colloqui riservati con detenuti al 41 bis: a mio vedere un vulnus pericolossissimo perch mina ogni controllo. Il colloquio del detenuto in 41 bis con la famiglia avviene attraverso un vetro e viene registrato, nulla pu sfuggire, mentre un Garante che ha facolt di un colloquio riservato pu conferire liberamente, al di l di ogni forma di controllo. Con questo sistema si pu eludere ogni separatezza del regime restando questo solo con gli orpelli, le vessazioni. Per Piscitello necessario intervenire legislativamente su questo punto, per quanto attiene in particolare i Garanti regionali e comunali, e normativamente sulla possibilit che gli enti locali possano nominarli. Ogni volta che si presentato un caso del genere – ha chiarito Piscitello – ho impugnato quella richiesta: accaduto per che o il garante o il detenuto hanno fatto ricorso alla magistratura di sorveglianza che ha concesso il colloquio. Io mi sono assunto la responsabilit di non dare corso a quel provvedimento; talvolta due tribunali di sorveglianza. In un caso in particolare per detenuto di camorra il tribunale di sorveglianza ribadisce il fatto che il provvedimento di diniego fosse illegittimo; nei fatti il mio ufficio si sovraesposto impugnando sempre questi provvedimenti. (ANSA).Carceri: direttore misure, 41bis ha senso ancora oggi Non carcere duro ma con rigorosa separazionePi volte il 41 bis stato oggetto di strali soprattutto da parte di organi internazionali. Io personalmente sono stato audito pi volte: non sempre semplice spiegare le ragioni di un regime detentivo speciale. L’Italia riesce sempre per a spiegare la fondatezza del regime la compatibilit con la Costituzione anche in relazione alla storia di questo paese: introdotto a partire dal ’92, ha ancora oggi un senso. Lo ha detto il direttore generale della direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Calogero Roberto Piscitello in audizione in Antimafia. Vinciamo tutte le considerazioni sul 41bis perch esso non un carcere duro, non deve essere un ulteriore orpello vessatorio ma un carcere che deve essere separato, deve prevedere una pi rigorosa separazione. E’ necessario per spezzare il vincolo per impedire ogni forma di comunicazione, ha concluso.(ANSA).ÿ
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