Non chiediamo alle istituzioni di andare contro alle leggi dello Stato, ma attenzione verso le persone in difficolt prese in carico dalla Chiesa e dalle realt della societ civile. A me questo decreto non piace perch – e prendo a prestito le parole dei vescovi siciliani – mette in grave insicurezza, sulla strada, tanti figli di Dio, a iniziare dai pi deboli, dalle donne e dai bambini. Non ho timore a dirlo chiaramente. Cos il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli intervenendo oggi all’incontro ‘Dopo il decreto sicurezza, come cambia il sistema di accoglienza con la Legge 1322018’. L’appuntamento, svoltosi nella sala conferenze del convento di San Domenico a Pistoia, promosso da Diocesi, Caritas e Fondazione Migrantes. Sono anche altre le leggi che non mi piacciono – ha aggiunto Tardelli – perch la bont di una legge non data dal fatto che sia approvata da una maggioranza ma dal fatto che corrisponda alla verit e dignit della persona umana. Quindi si pu e anche si deve contestare una legge ma finch in un paese esiste un Parlamento eletto democraticamente, l’unico modo per cambiarla o farne di nuove acquisire consenso. Monsignor Tardelli, che ha lanciato un appello a fare rete sociale da parte di tutti coloro che sinceramente hanno a cuore il bene dell’umanit e la soluzione dei problemi, ha messo in evidenza quelle che a suo parere sono le falle del decreto, ossia la riduzione delle disponibilit finanziarie per i bandi per la gestione dei Cas, con riduzioni dei servizi offerti, e le evidenti nuove difficolt nella possibilit di ottenere lo status di protezione, con l’impossibilit di iscrizione alle anagrafi comunali, con tutto ci che ne consegue in termini di rapporto con la comunit .(ANSA).
136 minuto di lettura