La violenza fisica sui minori, e la violenza sessuale in particolare, sono in crescita sia nel mondo reale sia nel mondo digitale. Serve un’azione di contrasto fortissima e saper cogliere i segnali di abusi nei contesti dove i minori agiscono, nella scuola e nella famiglia, ma anche nello sport e nelle attivit ricreative. Questo l’allarme lanciato a Firenze dal presidente di Telefono Azzurro, professor Ernesto Caffo, intervenuto a un convegno sulla ‘Violenza sui minori’ organizzato dal prefetto Laura Lega in Palazzo Medici Riccardi e moderato dal direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. Caffo ha sottolineato i rischi della Rete, ha parlato del bullismo e sottolineato i pericolosi effetti della pornografia sui minori. Sempre sulla violenza ha rimarcato i danni che tali traumi causano ai bambini provocando loro futuri disturbi psicologici, relazionali, sociali, affettivi. Anche il direttore del Servizio di Polizia postale e delle comunicazioni Nunzia Ciardi ha messo in guardia dai rischi del web e dei social da cui possono derivare danni che devastano il tessuto emozionale dei giovani per sempre. I ragazzi – ha detto Ciardi, alludendo pure al cyberbullismo – scrivono tutto, condividono tutto nei social sul momento, senza rendersi conto delle conseguenze. Ogni foto, anche quelle intime, che vengono date alla Rete non tornano pi indietro ma non ci pensano. Ci sono grossi problemi per il sexting, inoltre ci sono casi di vendetta sessuale quando una coppia si lascia e foto intime possono finire su chat, siti, anche siti di incontri particolari e pedopornografici. I giovani, soprattutto le ragazze, non chiedono aiuto e i contraccolpi psicologici sono devastanti. Il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo ha riferito che i reati di violenza per le fasce deboli sono in aumento: a Firenze si va dai 1.114 denunciati nel 2016 ai 1.285 del 2018, e all’interno aumentano quelli con minori coinvolti. In crescita i reati di violenza sessuale, stalking e adescamento su Internet. Abbiamo aumentato i magistrati della procura che si occupano delle fasce deboli per trattare questi procedimenti in modo prioritario, per dare una risposta urgente, con la maggiore tempestivit possibile. Il procuratore minorile di Firenze Antonio Sangermano ha detto che per certi giovani la violenza metodo relazionale, si cerca di affermare la propria idea di forza contro il minore, o il gruppo, che pare debole, vulnerabile, in base a presunta sofferenza o diversit estetica, di razza, di handicap, di salute, di malattia psichica. Si parte dal linguaggio, ossia dall’insulto, per isolare quel minore. Il relativismo ha fatto perdere la nozione di diversit come valore. C’ una densificazione dell’egoismo verso i naufraghi della vita.(ANSA).
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