La nautica in Toscana conta oltre diciottomila addetti e registriamo una ripresa complessivaproduttiva, seppur non condividiamo il modello di sviluppo in quanto registriamo troppoarretramento delle condizioni di lavoro e dei diritti dei lavoratori.Ci vuole un salto di qualit se vogliamo contribuire a costruire una prospettiva di lungoperiodo, questo possibile se fondata sulla qualit dei prodotti e sulla valorizzazione especializzazione dei lavoratori.Vi potrebbero essere ancora molti pi investimenti e occupazione se la Regione adottasselinee di indirizzo strategico riguardo l?utilizzo delle aree demaniali.Vi sono troppe aree inutilizzate o poco utilizzate da alcune imprese e ci vorrebbe una seriapolitica di riordino delle aree demaniali date in concessione.Sarebbe necessario un censimento degli spazi vuoti, soprattutto di quelli che hanno losbocco a mare, bisogna verificare come vengono utilizzate molte aree da parte di cantieriche le hanno in concessione, quali produzioni vengono svolte e quali livelli occupazionali.Il pubblico deve ragionare sulle sue risorse e stabilire dei criteri vincolanti sul come simettono a disposizione le concessioni se vogliamo che vi siano ulteriori investimenti, vistoche potrebbero esserci molti interessi, ed avere il coraggio di revocare le concessioni a chinon ne fa un utilizzo finalizzato anche agli interessi della collettivit .Continueremo a lavorare al tavolo aperto con la Regione Toscana affinch si possa favorireuno sviluppo ulteriore di questo importante settore, ben sapendo che va stabilito anche unulteriore livello contrattuale integrativo che possa rispondere a tutti gli addetti del settore,sia per elevare le condizioni dei lavoratori, sia per evitare concorrenza sleale tra le stesseimprese.Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana.
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