Questa violenza figlia della rabbia di chi non ha pi un futuro¯. Certo che a Massa non vi fate mancare niente, mi dicono ironicamente i colleghi che incontro per la Toscana, per l?Italia. Si riferiscono agli episodi di cronaca nera come quelli recenti ai Poggi o al parco del Brugiano, ma anche alle inchieste sull?assenteismo, a quelle sui furti al Ctt, al famigerato maxi buco dell?Asl o all?altrettanto clamoroso scandalo del forno crematorio del Mirteto… Non piacevole sentirselo dire.Paolo Gozzani, 56 anni, da cinque segretario provinciale della Cgil di Massa-Carrara (in carica dal 2014, stato appena rieletto), mastica amaro nel vedere quel che succede nella sua citt . Legge il commento Dove finita Massa, quella vera? pubblicato dal Tirreno e prova a dare una risposta. Sfruttando le lenti di chi ben conosce il mondo del lavoro, le dinamiche economiche e sociali del territorio.Forse i suoi colleghi hanno ragione: minorenni che tagliano la gola a un coetaneo, guerre tra bande che sembrano non finire mai, spaccati di omert denunciati dagli stessi inquirenti. Cosa succede alla citt ?®Credo che quegli episodi siano il frutto di una lacerazionedella societ che si fa sempre pi forte. Esiste una povert diffusa che andata crescendo, c? una povert anche culturale, scarsa credibilit nelle istituzioni, nessuna prospettiva di futuro. Ecco: la violenza, i regolamenti di conti, le gang nascono in questo contesto¯.Ma lei non pensa che esista un caso Massa?®No, francamente no: questi fenomeni di disagio sociale sono purtroppo presenti in tutta Italia. I giovani sono soli. Non hanno pi la consapevolezza che attraverso la cultura, la partecipazione, l?impegno sociale, si pu ottenere qualcosa. Cercano di affermarsi con la violenza, con la prepotenza. Le risposte sono sempre individuali, o di clan. Mai collettive. Qui come altrove¯.Anche se qui il disagio sociale probabilmente pi diffuso che altrove…®Questo indubbio. Viviamo in un territorio povero, mal gestito, dove la ricchezza, pensiamo agli sbalorditivi utili delle imprese del marmo che male distribuita. Dove la disoccupazione ha livelli record, dove chi lavora troppo spesso precario, sottopagato spogliato dei diritti. Tendenze, ripeto, comuni a tutto il paese, ma che qui si manifestano in modo pi drammatico¯.®Lei ha una figlia adolescente. Il suo futuro lo vede a Massa o in un?altra citt o paese?®Vorrei, che restasse: questo un luogo bellissimo, i monti, il mare, il clima, c? ancora una qualit della vita decente. Ma so che difficile. Mancano opportunit . Oggi i giovani che possono se ne vanno. Restano quelli che non trovano un futuro. Ed esprimono rabbia, disagio, violenza¯.Il sindacato cosa fa per cambiare le cose?®Le organizzazioni sindacali devono avviare un lavoro pedagogico e politico. Siamo oggettivamente in difficolt ma siamo ancora uno dei pochi soggetti capace di esprimere le esigenze collettive, anche se sempre meno facile. La lotta di classe diventata orizzontale: lavoratore contro lavoratore; devi sottostare a ricatti accettare il lavoro a ogni condizione. In molti contesti fare il delegato sindacale pericoloso: ti licenziano, affittano il tuo reparto, lo danno in appalto. Hanno mano libera, anche grazie alle leggi sul lavoro¯.Leggi che recano la firma del centrosinistra…®? vero: la politica ma anche le organizzazioni sindacali, hanno accettato la globalizzazione, la frammentazione della societ , l?atomizzazione del lavoro, la sottrazione dei diritti. La sinistra ha rincorso sul suo terreno la destra, e ha perso. L?egoismo ha vinto. La violenza diffusa nasce anche da qui¯.Quando cominciato tutto questo?®? stato un lento, costante processo. Diciotto anni fa nel 2002, allora lavoravo alla Riv, ci fu la grande manifestazione in difesa dell?articolo 18. C?erano gli studenti, le forze politiche, c?era un?altra politica, fermenti tra i giovani. Un altro mondo¯.E, oggi, un altro mondo possibile? ®Io dico s. Bisogna ritrovare umanit e difendere la democrazia. Ci deve essere una crescita culturale. Qui la ricchezza, specie quella del marmo, deve essere distribuita in modo pi equo, dovrebbe esserci un`idea di sviluppo diversa… Un compito immane, lo so, ma solo cos ci salviamo. E salviamo anche i ragazzi delle bande¯.Claudio Figaia da Il TierrenoMassa
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