All’interno dell’azienda dipendenti cinesi, pakistani, italiani e bengalesi. La squadra interforze ha accertato numerose irregolarit che hanno portato anche ad elevare sanzioni per oltre 14mila euro. Soddisfatta la CgilL’attivit di una tintoria gestita da cittadini cinesi stata sospesa in seguito al controllo interforze guidato dalla Questura e svolto ieri, 18 settembre, nella zona di Cafaggio. Il controllo ha evidenziato come all’interno dell’azienda fossero impiegati 24 dipendenti: 13 cinesi, 6 pakistani, quattro italiani e un bengalese. Cinque di questi sono risultati privi di un regolare contratto di lavoro, tre addirittura non avevano nemmeno il permesso di soggiorno e quetso costato al titolare la denuncia per impiego e sfruttamento di manodopera irregolare.Oltre alla sospensione coattiva dell’attivit sono state elevate sanzioni per oltre 14mila euro. Imposte anche prescrizioni in materia antincendio e di sicurezza sui luoghi di lavoro.Filctem Cgil: Massimiiano Brezzo. ?Apprezziamo il controllo interforze di ieri, il qui risultato conferma quanto denunciato dal ?Protocollo per il lavoro dignitoso e la legalit ? del marzo 2017? dichiara Massimiliano Brezzo, Segretario della Filctem-Cgil di Prato.?Invitiamo ancora una volta -prosegue il sindacalista- chi di competenza alla verifica anche della veridicit dei rapporti di lavoro e degli orari dichiarati per i dipendenti ?regolari? sul territorio, indipendentemente dall?etnia, perch, come denunciamo da anni, eventuali falsi part-time nascondono quasi sempre il reato di sfruttamento lavorativo, punibile con anni di reclusione, e una forte evasione -oltre che fiscale- contributiva, che, in base alla legge sulla responsabilit solidale -conclude Brezzo- deve essere recuperata dall?Inps richiedendone il pagamento alle aziende committenti.Fonte notiziediprato.it
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