I cinesi stanno costruendo moderne citt in africa, centinaia di edifici e palazzi che aquanto pare rischiano, visto il reddito medio della popolazione e gli elevati costi degliimmobili, di restare vuoti in attesa di una trasmigrazione di cinesi verso il continente nero.Negli ultimi anni quasi un milione di cinesi si sono trasferiti in Africa e nei prossimi anni e?previsto che se ne trasferiranno ulteriori 250 milioni.I cinesi insistono nel fare cospicui investimenti nella gran parte degli Stati Africani inquanto ritengono fondamentale per il futuro sviluppare una specie di continente satelliteper far fronte ai problemi della scarsit di risorse e all?eccedenza della popolazione.Gli investimenti cinesi riguardano anche i trasporti, strade, ponti e soprattutto ferrovie cheservono per lo pi per il trasporto di legname. Vi infatti in corso da tempo uno scempio diforeste vergini in Africa che serve per coprire il fabbisogno di legname cinese.Ma il Businnes cinese riguarda una miriadi di attivit ; ormai anche l?estrazione di diamantie oro nelle miniere e? quasi completamente nelle loro mani ed i lavoratori africani chesvolgono tali attivit sono ridotti in stato di schiavit.All?interno dei vari Stati africani vi sono molte guerre civili in corso, ovviamente fomentateper interessi. Molte delle armi utilizzate in queste guerre sono di fabbricazione cinese.Il neo colonialismo cinese non fa altro che far aumentare la povert in un continente dovetra gli oltre 1,1 miliardi di persone si calcola che almeno 700 milioni vivono in condizioni digrave indigenza.Mentre gli scambi commerciali tra Africa e Cina hanno ormai superato da anni quellioccidentali, la colonizzazione dell?Africa prosegue ininterrottamente e le persone semprepi sono costrette a fuggire da guerre, fame, disperazione e miseria in un quadro di regimitotalitari tenuti in piedi per precisi scopi e interessi che richiamano a responsabilit nonsolo i paesi occidentali, ma anche e soprattutto Cina, Usa e Russia.L?Africa resta un continente depredato e gli interessi economici dei molti stati esteri emultinazionali creano di fatto le condizioni per la fuga di milioni di disperatiSenza una analisi concreta del motivo per cui milioni di persone sfidano la morte sullerotte della disperazione restiamo ?prigionieri? di una cultura fondata sullo sfruttamentodelle persone ed a favore degli interessi dei potenti senza mai individuare le vereresponsabilit .Chi sposta sempre l?indirizzo contro i pi deboli e non prende mai posizione contro ipotenti, contro il capitale finanziario e l?aumento della ricchezza a favore dei pochi,cercando di innescare una guerra dei penultimi contro gli ultimi, segna il massimo degradopolitico che, puntualmente, si riaffaccia nei periodi pi bui della storia.Massimo Braccini, segretario Generale Fiom Cgil Toscana
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