Nel 2016 il saldo fra aperture e cessazioni di unit locali appartenenti al settore del commercio al dettaglio, in Toscana, si ridotto dal +607 del 2015 a +181, mentre l’andamento in termini di imprese stato negativo per 43 unit . Secondo i dati di Unioncamere Toscana, tale andamento determinato da una marcata flessione delle iscrizioni (-8,3% nel 2016), fenomeno su cui pesa un’incertezza di fondo che limita l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali e l’attivazione di processi di investimento nel settore. Nel corso degli ultimi cinque anni la crescita delle unit locali del commercio al dettaglio (+2,7%), stata sostenuta dall’espansione del commercio ambulante (+13,8%) e dal commercio al di fuori di negozi, banchi e mercati (+32,6%), nel cui ambito sta acquisendo un’importanza sempre maggiore il commercio elettronico. Considerando gli esercizi specializzati, si registra una crescita per i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,2%), per i distributori di carburanti (+7,3%), per i negozi di calzature e pelletteria (+4,1%) e soprattutto, in termini relativi, per le farmacieparafarmacie (+13,7%) ed i negozi di elettronica di consumo (+16%). E’ invece negativa la dinamica dei prodotti tessili (-14,5%), e del fai da te (-5,9%). (ANSA).
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