Moda: Pitti Uomo,settore archivia 2016 a 52,9 mld euro (+1%)

Il settore del tessile-moda italiano chiude il 2016 in area positiva, con una crescita moderata del fatturato che si porta sui 52,9 miliardi di euro (+1%). Secondo i dati elaborati da Smi-Liuc, diffusi oggi a Milano durante la conferenza stampa di presentazione di Pitti Uomo, il bilancio risente del tono positivo – ma non brillante – dell’export e del sell-out in Italia che Š rimasto ancora in territorio negativo. In effetti le vendite estere hanno superato i 29,5 miliardi di euro (+1,7%), mentre l’import si Š fermato a 20,6 miliardi di euro (+1,3%), decelerando rispetto al +5,4% messo a segno nel 2015. Di conseguenza anche aziende e addetti ai lavori si mostrano in assestamento: nel 2016 dovrebbe scendere a 46.890 il numero delle aziende (-0,4%, ovvero 188 unit… in meno), mentre gli occupati dovrebbero passare a 402.000 circa (-0,2%, ovvero 800 addetti in meno). Analizzando gli scambi con l’estero risulta che tutte le principali merceologie mostrano aumenti in termini di export, tranne filati (-3%) e calzetteria (-1%). L’export diretto nella UE cresce del +2,2%, mentre quello verso le aree extra-UE del +1,1%. Francia e Germania si confermano i due principali mercati di sbocco, e prosegue il trend favorevole verso Regno Unito e Spagna. Per quanto riguarda invece i mercati extra UE c’Š un inversione di segno per gli Usa che, dopo l’aumento a doppia cifra del 2015 (+17,3%) sono ora in flessione (-5,6%). Crescono invece Hong Kong (+2,5%) e Cina (+3,1%). Per quanto riguarda i mercati di approvvigionamento, la Cina si conferma al primo posto, da ormai 10 anni, ma con una flessione del -7,2%. Secondo Smi il 2017 si Š aperto con segnali favorevoli: nel primo trimestre il fatturato settoriale mostra una crescita del +1,8%. (ANSA).

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