Intervenendo all’incontro di oggi al ministero dello Sviluppo economico – con la presenza di ministro, viceministro, presidente della Regione Toscana, sindaco di Piombino e commissario straordinario – Issad Rebrab, presidente di Cevital, ancora una volta non ha dato garanzie per quanto riguarda il mantenimento della produzione e dell’occupazione dello stabilimento Aferpi di Lucchini.Il ministro Calenda ha quindi annunciato che entro la giornata di domani l’azienda ricever da parte del ministero una lettera formale di messa in mora nella quale si dichiara l’azienda inadempiente rispetto agli impegni concordati con governo, istituzioni e sindacati.A questo punto si aprono due strade: un prolungamento del periodo di sorveglianza di altri due anni rispetto al tempo di gestione straordinaria oggi in atto o la risoluzione del contratto con Cevital.Per Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, positiva la decisione assunta dal ministro Calenda di messa in mora di Aferpi e la richiesta di proroga di 24 mesi delle garanzie previste dalla legge Marzano al fine di ricercare soluzioni industriali finalizzate a ricolare acciaio a Piombino.Inoltre – aggiunge – positiva la risposta del ministero dello Sviluppo economico alla richiesta delle organizzazioni sindacali di istituire un tavolo congiunto con il ministero del Lavoro per i lavoratori dell’indotto.Positiva infine -conclude Rappa – la decisione di Cgil, Cisl e Uil di Livorno di proclamare lo sciopero generale di tutto il territorio a sostegno della vertenza Piombino e di tutte le crisi aperte.LA NOTA DELLA REGIONENon si poteva andare avanti cos, ma attenti a mantenere vive le prospettive. Il passaggio di oggi stato giusto, ma dobbiamo tentare di far arrivare i capitali necessari instaurando una trattativa tra Governi per sbloccare i fondi che Cevital dice di avere in Algeria e andare cos a vedere le carte. Di fronte abbiamo una questione che riguarda il fufuro di oltre 4.000 lavoratori, il cui peso sento anche sopra le mie spalle.? questa la posizione del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine della riunione che si tenuta questo pomeriggio al Ministero dello sviluppo economico sul piano di rilancio della siderurgia a Piombino, presenti il ministro Carlo Calenda, il vice ministro Teresa Bellanova, il patron e l’amministratore delegato di Cevital, Issad Rebrab e Said Benikene, oltre al sottosegretario Silvia Velo e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, sia locali che nazionali.Il ministro, dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti aziendali, ha annunciato che domani invier ad Aferpi una lettera con la quale il Governo invita la propriet ad adempiere agli impegni presi. In caso contrario la richiesta quella di firmare un accordo per prolungare il periodo di sorveglianza fino al 2019, visto che per il Mise non ci sono le condizioni per interromperlo alla scadenza naturale del luglio prossimo.Secondo il Ministero di via Veneto soltanto su uno dei tre punti ritenuti fondamentali per dare le necessarie rassicurazioni, Aferpi ha adempiuto agli impegni presi: ad oggi i 25 milioni di euro promessi per dare liquidit all’azienda sono effettivamente entrati nella casse di Aferpi. Non stato cos in merito al contratto di acquisto del nuovo forno elettrico per il quale risultano versati alla tedesca Sms Demag solo 6 dei 9 milioni di euro necessari per gli studi preliminari, sui 200 che saranno invece necessari per completare l’acquisto. Anche rispetto al piano di smantellamento si soltanto avviato un processo che doveva essere ben pi avanzato.Apprezzo quindi – ha detto Rossi – la scelta del Governo di inviare la lettera ad Aferpi perch passi da affermazioni generiche a fatti concreti, compresa una gestione concertata e controllata. Se Rebrab vuole portare avanti l’investimento reagir e dar le risposte che deve. Credo che il Governo italiano debba impegnarsi per sbloccare i fondi algerini, anche minacciando di acquistare minori quantit del loro gas. Vorrei che il traguardo di quell’Accordo di programma che il Governo italiano ha firmato non fosse smarrito, ovvero che a Piombino si sarebbe continuato a produrre acciaio.
98 3 minuti di lettura