Braccini (Fiom Cgil), Snai cambia nome, incentiva i manager e nello stesso tempo vuole licenziare 68 lavoratori.

Riteniamo la questione con l’INPS ancora aperta, ma non permetteremo che la crisi la paghino a senso unico i lavoratori. Siamo tutt’altro che convinti della riorganizzazione tra le varie sedi -Roma, Milano e Lucca- portata avanti dall’azienda, continueremo a lottare affinch‚ vi sia un’organizzazione adeguata a garantire gli attuali livelli occupazionali, contrasteremo una gestione aziendale che non pensa all’utilit… sociale. Da questa lunga crisi che ormai ci accompagna da molti anni a livello generale abbiamo imparato molto, in particolar modo da quelle imprese che l’hanno superata grazie ad accordi sindacali e che oggi, magari, sono tornate ad assumere.Tutti quegli accordi hanno un qualcosa in comune, sono improntati a lavorare meno, ma lavorare tutti in modo da evitare licenziamenti, e, soprattutto, prevedono la riduzione degli stipendi e degli incentivi dei manager.La Snai, ora Snaitech dopo che il CDA ha approvato la proposta di cambiamento della denominazione sociale, ha, al contrario, deliberato un piano di incentivazione per l’Amministratore delegato ed i dirigenti del gruppo.L’azienda, cos facendo, ha mancato di rispetto verso i lavoratori che stanno vivendo momenti difficili dopo l’annuncio di un piano che prevede 68 esuberi; Š priva di senso etico, non sa cosa sia il ripetto reciproco. Un conto Š ridursi gli stipendi a cominciare da chi guida l’azienda e dimostrare cos che il risanamento inizia dai vertici, un conto Š fare il contrario. Non dovrebbe mai mancare la responsabilit… solidale, l’impresa non ha una funzione astratta, deve garantire sempre la dignit… dei lavoratori. Non c’Š posto per loro in chi valuta l’azienda solo in rapporto alla borsa, al titolo, al come la si possa traghettare da un passaggio societario ad un altro. In questo caso i lavoratori sono solo un peso di cui liberarsi per essere pi— appetibili sul mercato. Si sta perdendo di vista il vero valore aggiunto, le persone che lavorano. Non si pensa a come formarle per nuove mansioni, non si lavora per dare futuro ad un gruppo che cambia e si sta trasformando. L’azienda con queste decisioni dimostra un approccio formale, si limita ad applicare le norme che le limitate leggi prevedono per gestire una strana crisi. Riteniamo la questione con l’INPS ancora aperta, ma non permetteremo che la crisi la paghino a senso unico i lavoratori. Siamo tutt’altro che convinti della riorganizzazione tra le varie sedi -Roma, Milano e Lucca- portata avanti dall’azienda, continueremo a lottare affinch‚ vi sia un’organizzazione adeguata a garantire gli attuali livelli occupazionali, contrasteremo una gestione aziendale che non pensa all’utilit… sociale.Massimo Braccini (coordinatore nazionale FIOM gruppo Snai)

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