Gli emendamenti approvati ieri (28 febbraio, ndr) dalla Commissione Lavoro della Camera in merito alle tutele dei collaboratori e degli assegnisti di ricerca, che prevedono una maggiorazione dell’aliquota contributiva anche a carico dei lavoratori, non sono condivisibili. Gi oggi i collaboratori hanno un carico contributivo superiore a quello dei lavoratori dipendenti e con queste misure il loro carico non far che aumentare. Cos in una nota il segretario generale di NIdiL Cgil, Claudio Treves.Proprio sulla ripartizione del carico contributivo NIdiL, gi dal 2013 e unitariamente a Felsa Cisl e UilTemp – ricorda il dirigente sindacale – ha avanzato la richiesta di sterilizzazione dell’aumento dell’aliquota contributiva. In pi – aggiunge – dopo il decreto legislativo 812015 venuto meno l’aggancio tra i compensi dei collaboratori ai minimi dei contratti nazionali applicabili per omogeneit professionale, e quindi facile immaginare – spiega Treves – che il maggior carico contributivo sar interamente scaricato dai committenti sui compensi dei collaboratori.Per il segretario generale di NIdil pertanto ipocrita sostenere si tratti di soluzioni strutturali, non cos che si raggiungono, e sarebbe pi giusto dire che sono i collaboratori a doversi finanziare di tasca loro le maggiori tutele. L’unica cosa certa che l’Inps ne avr un ulteriore vantaggio, che incrementer il gi cospicuo avanzo della gestione separata.Basterebbe, invece – prosegue – attualizzare la contribuzione gi in essere che copre malattia, maternit e assegno al nucleo familiare (0,72%), che d avanzi sostanziosi ogni anno, aggiungere la finalit della tutela dalla perdita della commessa e, rispetto ai lavoratori con partita Iva, anche il rilevante calo di reddito in caso di pluricommesse.NIdiL-Cgil continuer a battersi perch a questi lavoratori sia assicurata una tutela dignitosa senza che il relativo costo gravi su di loro, conclude Treves. da rassegna.it
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