La Regione Toscana, i sindacati e le associazioni di categoria hanno siglato oggi un accordo per sviluppare, o rafforzare dove gi presenti, azioni di raccordo tra mondo della scuola e mondo delle imprese. Per favorire l’ingresso dei ragazzi nel tessuto produttivo – ha spiegato Cristina Grieco, assessore a istruzione, formazione e lavoro – una volta terminati gli studi, ci siamo resi disponibili a svolgere un’opera di mediazione tra scuola e aziende. In questo senso va la nostra collaborazione con il Ministero dell’istruzione e l’accordo sottoscritto oggi con le organizzazioni sindacali toscane. La giunta ha inoltre siglato un’intesa con le parti sociali, gli atenei e l’Ufficio scolastico regionale, grazie alla quale si individuano le modalit per costruire i nuovi percorsi di apprendistato introdotti con il Jobs Act. I datori di lavoro, a fronte di una serie di vantaggi retributivi, contributivi e fiscali rispetto a un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato o indeterminato, corrisponderanno all’apprendista la retribuzione per la prestazione lavorativa, ed erogheranno nel contempo la formazione per conseguire gli obiettivi previsti.Rispetto alla norma nazionale – ha detto la vicepresidente della Regione, Monica Barni – noi abbiamo preso delle decisioni soprattutto per l’apprendistato di terzo livello, cio quello che interessa il segmento universitaria, in modo che queste tipologie di contratti potranno essere realizzate nell’ultimo anno, al raggiungimento dei 120 crediti. Crediamo che nel mondo del lavoro debbano entrare giovani che hanno un certo livello di formazione. E’ un modo per avvicinare maggiormente i giovani al mondo del lavoro che oggi vedono cos lontano. La firma dei protocolli di oggi – sostiene Valter Tamburini, presidente di Cna Toscana – rappresenta solo un punto di partenza, che sancisce un importante momento di allineamento della nostra regione con quanto previsto dalla normativa nazionale: d’ora in poi ognuno di noi chiamato a giocare il proprio ruolo per l’implementazione e la concreta realizzazione di questi strumenti, senza dimenticare quanto sia di fondamentale importanza una strutturata azione di monitoraggio e di supporto da parte del ‘regista’ regionale, azione che permetta di analizzare ed affrontare congiuntamente tutte le difficolt operative che dovessero venirsi a verificare. (ANSA)
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