Braccini, riteniamo assurdo che ai lavoratori Snai possa venire negato il diritto a vedersiriconosciuti la cassa integrazione ed i contratti di solidariet dopo 15 anni di versamenti nel settore industria. Da indiscrezioni ci risulta che l’INPS sia orientata a non riconoscere i codiciprevidenziali industria e quindi questo aprirebbe scenari pesanti per i lavoratori Snaiperch verrebbero a mancare gli ammortizzatori sociali necessari per gestire la crisi.Riteniamo assurdo che ai lavoratori Snai possa venire negato il diritto a vedersiriconosciuti la cassa integrazione ed i contratti di solidariet dopo 15 anni diversamenti nel settore industria.L’azienda ha il dovere di convocare urgentemente un incontro sindacale e spiegarequali indirizzi e azioni intenda assumere nei confronti dell’INPS qualora non fossericonosciuta la classificazione aziendale dell’industria, visto che compete all’impresain primis l’eventuale ricorso nei confronti dell’ente previdenziale.Si rende inoltre necessario un incontro urgente al ministero dell’industria per chiarirecome si intenda far fronte ad una crisi aziendale cos complessa e quali strumenti edazioni si intendano assumere per dare risposte ai lavoratori al fine di evitare ilicenziamenti.Appare incomprensibile il motivo per cui l’ INPS abbia potuto permettere e riconoscatutt’ora alla Snai di essere assoggettata ai versamenti contributivi e inquadramentoprevidenziale dell’industria e poi lo vada a negare.Siamo di fronte ad un caso singolare che apre un precedente unico e pericoloso, a cuibisogner rispondere in qualsiasi forma sindacale, legale e istituzionale, ben sapendoche non permetteremo che alla fine siano i lavoratori a pagare il conto di una paleseingiustizia sociale causata da leggerezze o interpretazioni burocratiche.Massimo Braccini, coordinatore nazionale FIOM gruppo Snai
84 minuto di lettura