La redazione di Radio Sportiva, con il sostegno dell’Associazione stampa toscana e della Federazione nazionale della stampa italiana, costretta a proclamare lo sciopero dopo l’allontanamento, leggasi licenziamento, immotivato di un collega. Licenziamento che si somma a una situazione del tutto inaccettabile in cui la redazione si trova a lavorare, nonostante la continua crescita che ha portato l’emittente a raggiungere il milione di ascoltatori al giorno. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Ast. I redattori di Radio sportiva hanno portato avanti, d’intesa con il sindacato, le legittime richieste di regolarizzazione dei rapporti di lavoro a cui la propriet , a fronte di una presunta disponibilit iniziale, non ha dato seguito nemmeno dopo l’ispezione dell’Inpgi che ha redatto un verbale in cui si certifica un rapporto di lavoro subordinato. Ma non successo niente. Al contrario continuato il cronico e sistematico ritardo nei pagamenti, fino ad arrivare al recente diniego da parte dell’azienda a corrispondere le mensilit da settembre in poi, mettendo in discussione anche i diritti gi acquisiti e intimando l’accettazione di nuove condizioni unilaterali e retroattive. Dopo aver ricordato i tentativi di censura di comunicati sindacali da parte dell’editore e di annuncio di querele, un clima, si afferma, che ha portato, tre mesi fa, l’assemblea dei redattori a sfiduciare il direttore, il documento prosegue affermando che nel momento dello sciopero, la redazione di Radio sportiva rivolge un appello al ministro Luca Lotti, alla Regione Toscana al Coni e alle federazioni sportive affinch diano un contributo al riconoscimento dei diritti di chi ha dedicato anni di lavoro alla diffusione degli avvenimenti sportivi in Italia e all’estero. La Redazione, sempre d’intesa con Associazione Stampa Toscana e Federazione Nazionale della Stampa, si augura che la situazione possa essere risolta, anche attraverso un tavolo nazionale di trattativa, ma determinata a continuare la lotta, in tutte le sedi, con il sostegno del sindacato, per tutelare la dignit , la professionalit e i diritti dei giornalisti.(ANSA).
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