I sindacati interrompono il confronto con l’associazione delle imprese private di assistenza residenziale agli anziani, che coinvolge 20 mila lavoratori. Distanze su molti punti, l’aumento di 29 euro irrisorio. Proclamato lo stato di agitazioneArriva la rottura al tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale Anaste, applicato a circa 20mila addetti del comparto socio sanitario assistenziale. L’Anaste, Associazione nazionale strutture terza et , rappresenta le imprese private di assistenza residenziale agli anziani. Inaccettabili per i sindacati di categoria Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uilfpl le proposte dell’associazione imprenditoriale che, si legge in un comunicato sindacale congiunto, pretenderebbe, dopo otto anni di blocco del contratto, visto che l’unica associazione che si rifiutata di concordare il rinnovo 2010 – 2012, di fare impresa attraverso il netto peggioramento delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici .Le distanze tra le parti si sono registrate sull’orario di lavoro, che Anaste propone di innalzare da 38 a 40 ore settimanali, sull’azzeramento dell’istituto contrattuale riferito ai Rol (permessi per riduzione orario di lavoro) e sul trattamento economico della malattia, dimezzata per il primo evento e non retribuita per i primi tre giorni dal secondo evento in poi.Viene ritenuta irrisoria la proposta imprenditoriale sull’aumento economico di 29 euro complessivi. Anaste – precisano i sindacati – ha proposto un aumento di 59 euro mensili lordi cui aggiungere 10 euro di assistenza sanitaria integrativa e a cui detrarre 40 euro circa provenienti dall’azzeramento dei Rol. Proposte ben lontane dalle richieste sindacali, che nella piattaforma unitaria rivendicano un aumento economico di 110 euro e l’adeguamento del sistema di classificazione, l’estensione delle tutele, a partire da malattia, maternit , formazione, il rafforzamento delle relazioni sindacali, al fine di valorizzare le professioni e dare il giusto riconoscimento al lavoro degli operatori tutti: proposte che mirano ad unificare le condizioni di chi opera nel settore, e a contrastare il crescente dumping dovuto alla frammentazione contrattuale.Dopo aver provato in diversi incontri a ricondurre Anaste nel percorso descritto nelle piattaforme, presentate lo scorso luglio a tutte le associazioni del settore, abbiamo respinto le richieste avanzate ribadendo la necessit che con il contratto nazionale si riconoscano i sacrifici fatti in questi anni dai lavoratori e si valorizzino le professionalit hanno stigmatizzato le quattro sigle che hanno inviato richiesta di incontro al presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini, volto ad un intervento risolutivo teso a sbloccare la vertenza, complicata dalle criticit dei sistemi di accreditamento regionali. I sindacati di categoria hanno indetto lo stato di agitazione annunciando la proclamazione di una giornata di sciopero; si svolgeranno intanto sui luoghi lavoro le assemblee dei lavoratori con il coinvolgimento dell’utenza, della cittadinanza, e delle pubbliche amministrazioni. da rassegna.it
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