Il tribunale di Firenze ha condannato tutti gli imputati al processo per bancarotta e truffa alla Regione Toscana nella vicenda della ex Isi, l’azienda poi fallita che avrebbe dovuto riconvertire lo stabilimento ex Electrolux di Scandicci (Firenze) dalla produzione di frigoriferi a quella di pannelli solari. Condannati i manager Stefano Cevolo a 8 anni, Paolo Corapi a 4 anni e 6 mesi, Cary Masi a 4 anni e il consulente Raffaele Piacente a 5 anni e 8 mesi. Corapi e Masi sono stati assolti dal reato di truffa. Inoltre il tribunale ha condannato Stefano Cevolo a risarcire le parti civili con un milione e 170 mila euro alla Regione Toscana e 100 mila euro al sindacato Fiom Cgil; i giudici hanno stabilito per Cevolo la liquidazione di danni in sede civile a vantaggio di Electrolux spa assegnando fin da ora una provvisionale pari a 10 milioni e 700 mila euro. Sempre per Cevolo sono state assegnate provvisionali da 5 mila euro a testa per circa 200 lavoratori. Raffaele Piacente, Cary Masi e Paolo Corapi devono risarcire i danni alla curatela del fallimento della societ Italia Solare Industrie srl da liquidarsi in sede civile. Assegnate provvisionali di 1.757.500 euro a carico di Piacente, 2.470.854 a carico di Piacente e Masi in solido, e 727.610 euro a carico di Corapi. Nella quantificazione delle condanne il tribunale ha accolto integralmente le richieste del pm Massimo Bonfiglio tranne che per la posizione di Masi (4 anni invece dei 7 che chiedeva il pubblico ministero). Da oggi i beni a suo tempo posti sotto sequestro preventivo vanno ora sotto sequestro conservativo ai fini dei risarcimenti. Oltre ai quattro condannati, per la stessa vicenda nel 2015 ha patteggiato 3 anni e due mesi l’ex amministratore unico di Isi, il romano Massimo Fojanesi. Nei vari ruoli degli imputati, Cevolo era il presidente del cda di Isi, Paolo Corapi il direttore finanziario e del personale di Sol Energes che poi diventer Isi, Cary V. Masi presidente della Mercatech ltd. Ad ascoltare in aula la lettura della sentenza da parte del presidente del collegio, giudice Emma Boncompagni, una trentina di ex lavoratori della Isi. La riconversione industriale della Italia Solare Industrie srl (Isi) nascondeva un vasto raggiro perpetrato ai danni di circa 439 lavoratori (oggi per i 227 di loro che si costituiti parte civile stato riconosciuto il risarcimento dei danni) e ingannando pure la Electrolux e gli enti locali. Infatti, stato ricostruito anche nel processo, il progetto di ‘green economy’ rimase sulla carta e fu buono solo a catturare contributi pubblici e i premi che la stessa Electrolux aveva pattuito nella cessione dello stabilimento: all’Isi andarono 61.000 euro per ogni addetto che avesse riassunto, per un totale di 22,7 mln. L’Isi infatti nacque nel 2008 dopo che la Electrolux decise di dismettere la fabbrica di Scandicci. I manager promisero ai lavoratori e alle istituzioni investimenti per 45 mln e 10 linee produttive, parlando di ordini gi disponibili per pannelli solari per centinaia di milioni di euro. Cosa che alle indagini non risult. Poi a seguito di varie peripezie societarie la societ ‘verde’ fall nel 2011. Per i giudici fu bancarotta fraudolenta: l’inchiesta ha stimato una dissipazione di patrimonio societario tra 7 e 12 mln di euro. Truffata invece di circa 2 mln la Regione Toscana, che credette al progetto sui pannelli solari: la somma fu stanziata per fare corsi di formazione al personale, per acquistare nuove tecnologie e per stabilizzare i dipendenti. Ma la bancarotta travolse la buona intenzione dell’ente pubblico.(ANSA).
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