Se una donna muore d’aborto moriamo un po’ tutte: il coordinamento donne della Cgil di Prato esprime cordoglio per la morte di setticemia di una giovane donna avvenuta all?ospedale di Prato, dopo aver abortito. La ragazza cinese di 18 anni si sentita male in stazione, stata soccorsa e messa in rianimazione, ma l?infezione era gi troppo estesa.Non ancora chiaro – dice la nota del Coordinamento – se si sia trattato di un aborto spontaneo o indotto clandestinamente, su questo occorrer attendere gli esiti dell?autopsia e delle indagini della magistratura, tuttavia riteniamo grave che possa avvenire una cosa del genere. Se una donna muore di aborto, moriamo un po? tutte. ? un allarme che riguarda il nostro paese intero, la cultura sulla sessualit , sulla prevenzione, sull?affettivit e il genere, sui servizi e sulla difficile applicazione della 194, sui diritti delle donne. Lo scorso novembre abbiamo manifestato a Roma in 200.000 contro la violenza sulle donne col motto ?NON UNA DI MENO? e fra i tanti cartelli sollevati spuntavano quelli relativi ai medici obiettori. ?Basta medici obiettori nella sanit pubblica?. Questi, numerosissimi, stanno facendo regredire i risultati ottenuti negli anni dalla legge sull?interruzione di gravidanza: in talune strutture sul territorio della penisola si supera oltre il 90% di medici obiettori. A ci vanno aggiunti i tagli alla sanit , la chiusura dei consultori, l?estensione dell?obiezione (che non sarebbe consentita) alle farmacie che non vendono le pillole del giorno dopo, la mancanza di piani strutturali e capillari di educazione sessuale e affettiva ad ogni livello di istruzione pubblica. Se si pensa che alla scuola primaria in Italia si fanno due ore di religione alla settimana contro un?ora di inglese e nessuna di educazione civile o affettiva, il futuro culturale che stiamo costruendo vedr restringere laicit e senso civico, un terreno da sempre minato per le donne e le loro vite. Proprio in questi giorni circolata una foto di Trump e altri del governo USA intenti a firmare norme restrittive per l?aborto. A commentare l?immagine una scritta: ?per quanto viviate a lungo, non vedrete mai una foto di sette donne nell?atto di firmare una legge per decidere cosa gli uomini possono fare con i propri organi riproduttivi?. Per contrastare questo a livello territoriale continueremo il nostro impegno con la rete dell?associazionismo e delle scuole e a livello mondiale ci stiamo mobilitando in vista della grande iniziativa di sciopero generale internazionale dell?8 marzo prossimo. ?Se la mia vita non vale, mi fermo e non produco?. Lo faremo anche in nome della giovane ragazza che non siamo riusciti a salvare.
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