Migliaia le lavoratrici e i lavoratori dei settori tessile-abbigliamento e calzature da tutta Italia si sono riversati oggi per le strade di Firenze dando vita ad una grande e combattiva manifestazione per i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro 2016-2019, fermi al palo ormai da oltre 10 mesi.?Le nostre controparti si ostinano a proporci modelli salariali e normativi che non ci appartengono, noi siamo abituati ad un sistema di relazioni industriali solido, partecipativo, in cui si discute tutto?: cos ha esordito Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, al comizio della manifestazione indetta da Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil a Firenze.?E se adottiamo un modello di verifica ex post dell’inflazione, non solo gli aumenti saranno erogati dopo 18 mesi e gi corrosi dall’inflazione in corso, ma non terremo pi in piedi il contratto come organismo vitale che regola il rapporto tra lavoratore e impresa. I rinnovo contrattuale noi lo vogliamo fare sul serio e il salario non lo decide l’Istat ma il negoziato!?: ha proseguito il leader sindacale.?Lo diciamo pure ai calzaturieri ? ha aggiunto Miceli ? che pure hanno fatto un passo in avanti dichiarando che il modello salariale di SMI loro non lo adotteranno, il momento del coraggio per chiudere questo contratto. Per questo oggi abbiamo scioperato perch c’ sempre pi bisogno di costruire un contratto che abbia coordinate chiare e forti?.Il comunicato unitarioSuccesso della manifestazione nazionale a Firenze e forte adesione allo sciopero generale per il rinnovo dei contratti tessile e calzaturieroRiuscitissima la manifestazione di questa mattina a Firenze dei lavoratori del settore tessile-abbigliamento (420mila addetti) e del calzaturiero (80mila addetti) per il rinnovo dei contratti nazionali, scaduti entrambi il 31 marzo 2016, organizzata dalle sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil insieme allo sciopero di otto ore, la cui partecipazione si attestata attorno all’80%.Non un caso se abbiamo deciso di venire a manifestare a Firenze e nel corso di una delle pi importanti rassegne di moda (Pitti Uomo ndr), perch se si fanno profitti, allora giusto che si garantiscano anche diritti e salari. Cos i segretari generali Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani dal palco di Piazza dell’Unit , dove si concluso il corteo cui hanno partecipato pi di 5mila lavoratori venuti da tutt’Italia. Non siamo disposti ad accettare un contratto a costo zero, cos come non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno? hanno incalzato. ?Chiediamo un contratto dignitoso che difenda diritti e salario, insomma un contratto normale ? hanno concluso – , ma le posizioni oltranziste di SMI e la retromarcia inaspettata di Assocalzaturifici sono inaccettabili….e cos in Ansa Moda: migliaia a Firenze per la manifestazione dei sindacatiÿMigliaia di lavoratori del settore tessile-abbigliamento hanno sfilato oggi a Firenze, nell’ambito dello sciopero nazionale di settore di 8 ore indetto da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil. I manifestanti, malgrado le condizioni atmosferiche sfavorevoli, con pioggia e vento, hanno percorso le vie del centro arrivando in piazza dell’Unit Italiana, non lontano dalla Fortezza da Basso che oggi ospita l’ultima giornata di Pitti Immagine Uomo. Oggi non soltanto sfilano gli uomini di Pitti ma anche tutte le donne e tutti gli uomini del settore del tessile, ha spiegato Angelo Colombini, segretario generale della Femca. Al centro della protesta, il rinnovo del contratto nazionale. A Pitti Uomo – ha affermato Emilio Miceli, leader della Filctem – ci sono imprese che fanno profitti e grandi delocalizzazioni che determinano una situazione di crisi nel Paese. Bisogna ricostruire una filiera che si andata sfilacciando nel corso del tempo. Andremo avanti – ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec – finch la controparte non decider di sedersi al tavolo e dare un contratto dignitoso fatto di salari e diritti.Al corteo, secondo i sindacati, hanno partecipato pi di cinquemila lavoratori venuti da tutta Italia, con un’adesione allo sciopero che i sindacati stimano attorno all’80%. L’oltranzismo di Smi-Confindustria – ha detto Pirani – ha gi mostrato di essere controproducente, l’atteggiamento di Assocalzaturifici, con cui c’era gi un accordo, ci ha lasciati interdetti e quindi continueremo con la mobilitazione per fare capire alla controparte che noi quel modello di contratto che loro propongono non lo accettiamo, perch non ci appartiene, non appartiene alla storia di questo settore. Secondo Miceli bisogna ridare valore al Made in Italy, perch immaginare che si possa ridurre solo a un’etichetta sbagliato, e il contratto uno degli strumenti. La nostra controparte immaginano di darci solo qualche euro con 8 mesi di ritardo: non solo non accettabile, ma noi pensiamo che il contratto e il salario non si registrano, si negoziano. Pensiamo che debbano essere le parti a fare il contratto, non l’Istat.
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