Il problema dell’immigrazione importante e decisivo per il futuro economico sociale, per la sicurezza e per la politica nel nostro Paese. Bene quindi affrontarlo e volerlo risolvere. Ma che senso ha sui Cie dare ragione alla destra e tirargli la volata, dopo che in gran parte erano gi stati chiusi perch non solo violano i pi semplici diritti umani ma sono anche inefficaci? Misteri della politica e di una strana vocazione al suicidio che la sinistra mostra gi da tempo. Lo scrive il governatore toscano Enrico Rossi in una lettera aperta al ministro Marco Minniti, pubblicata su facebook. Il titolo ‘Il nome della cosa non pu essere Cie’, rifacendosi a Umberto Eco: ‘Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus’. I Cie, spiega, sono stati gi un fallimento e non devono essere riproposti. Neppure usando lo stesso acronimo per indicare un’altra cosa. E se si vuole pensare a una politica di espulsioni e rimpatri occorre ben altro. Per il governatore, in realt non mancherebbero argomenti per la revisione delle politiche per l’immigrazione, capaci di fare ordine, dare sicurezza, avere contenuti positivi di umanit e contribuire allo sviluppo del Paese. Ma per Rossi occorre rivedere la legge Bossi Fini che non funziona, ostacola l’integrazione e crea clandestini, non degna di un Paese moderno e civile. Si calcola – scrive – che sono pi di 430.000 gli immigrati irregolari creati in gran parte a causa di questa legge, a cui si aggiungeranno altre decine di migliaia di persone nei prossimi tempi: sono i ‘diniegati’, coloro che non avranno ottenuto asilo politico o permesso umanitario. Si pu parlare del problema immigrazione senza affrontare questo nodo? Senza prevedere la eliminazione del reato di clandestinit voluto dalla Bossi Fini? Prospettare un quadro di possibilit di regolarizzazione e integrazione in attivit lavorative? Io credo di no. Considero grave che nonostante il pronunciamento del Parlamento non si sia ancora intervenuti: forse temiamo le polemiche di Salvini e ora quelle di Grillo?. In secondo luogo, per Rossi, emerge anche dai fatti pi recenti il fallimento del modello di accoglienza incentrato su prefetture, grandi centri e mega appalti alle cooperative mentre altri esempi, basati sull’accoglienza diffusa, sul ruolo dei comuni, sulla formazione sull’addestramento lavorativo funzionano. Il Governo deve adottare queste esperienze e farne il modello di riferimento per tutta l’Italia. (ANSA).
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