Tre lettere, indirizzate al Presidente della Repubblica Mattarella, a quello del Consiglio Gentiloni e al ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan, sono partite stamani dalla sede della Federconsumatori di Arezzo. In esse – annuncia il presidente Pietro Ferrari – segnaliamo la situazione di disparit in cui verrebbero a trovarsi i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara rispetto a quelli di Mps. A prescindere dal fatto che la normativa sugli arbitrati, che il Governo doveva emanare entro il 30 Giugno non ancora stata varata, fra i requisiti richiesti per poter presentare la richiesta di rimborso ce ne sono due che pongono intere famiglie in condizioni di disparit rispetto ad altre in analoga condizione, si legge nella lettera. A nostro avviso – conclude Ferrari – si rende necessario un nuovo intervento legislativo che correggendo gli effetti del decreto del 22 Novembre 2015, modifichi, corregga o integri quanto previsto dalle norme vigenti in materia di rimborsi forfettari o di arbitrato per gli obbligazionisti subordinati delle quattro Banche in risoluzione in modo da parificare nella sostanza per tutti i risparmiatori, gli stessi trattamenti previsti dal Governo con il provvedimento del 22 dicembre. (ANSA).Mps: Rossi, no a due pesi e due misure per Monte e Etruria Presidente Toscana, a chi prestiti facili? Ad ha fallito, resta?Per Mps e Banca Etruria e Popolari si sono usati due pesi e due misure: cos il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un post su facebook nello stesso giorno in cui il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella denunciando la diversit di trattamento riservato agli gli obbligazionisti di Banca Etruria rispetto agli investitori di Mps. Ha ragione il vescovo di Arezzo, monsignor Riccardo Fontana – dice Rossi riferendosi a quanto affermato dall’alto prelato nel giorno di Natale – Non ci possono essere due pesi e due misure per gli obbligazionisti di Banca Etruria e per quelli di Mps. La tutela del risparmio, come recita l’articolo 47 della Costituzione, deve valere per tutti. Non solo per i 40mila risparmiatori del Monte dei Paschi, cui vennero vendute 2,1 miliardi di obbligazioni subordinate per acquistare Antonveneta, ma anche per le decine di migliaia di obbligazionisti subordinati delle banche venete e dei quattro istituti falliti dell’Italia centrale, tra cui Banca Etruria, che aspettano ancora i rimborsi. Cosa diciamo a quei cittadini che nelle obbligazioni subordinate hanno investito gran parte dei loro risparmi? Che lo Stato non poteva intervenire? Eppure lo ha fatto, seppur con grande ritardo, nel caso di Mps. Io mi chiedo anche un’altra cosa: qualcuno pagher per quello che accaduto? E ora che lo Stato diventa azionista di maggioranza assoluta, possono restare alla guida della banca pi antica del mondo persone legate alle gestioni passate?. Rossi torna anche a chiedere, come pi volte in passato, i nomi delle prime cento societ che hanno avuto prestiti facili per almeno 15 miliardi e che ora non li restituiscono. Aspettiamo risposte. Ma insisteremo. Ricordo – dice il governatore – che a Berlusconi si rivolsero insistentemente 10 domande. Sarebbe carino che la stampa ne rivolgesse tre o quattro sulla vicenda Mps ai vertici della banca e soprattutto al governo visto che si stanno usando i soldi di tutti gli italiani. E pone, infine, un’altra domanda, e cio se sia vero, come da comunicato della banca, che il compenso di Marco Morelli, ad del Monte dei Paschi, sia di 1,4 milioni? E se, dopo l’ingresso dello Stato con i nostri soldi, debba restare al suo posto con lo stesso esoso stipendio milionario, avendo anche fallito la ricapitalizzazione con fondi privati. Io – conclude Rossi – credo di no. Vorremmo risposte dal governo. (ANSA).
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