Da Mediaset, alla tenuta Biondi Santi, fino all’Editrice Giochi. Sono sempre di pi le aziende del made in Italy che parlano straniero. E per il 2017 ci saranno molte acquisizioni di pmi italiane da parte di investitori esteri. A dirlo, in un’intervista a Labitalia, uno dei massimi esperti di diritto societario, l?avvocato Francesco Dagnino di Lexia Avvocati, che vanta con un’ampia esperienza in materia di fusioni e acquisizioni, private equity, real estate e venture capital.Il dato pi interessante nel 2016-spiega- , a mio avviso, il sempre maggiore interesse dei fondi di private equity internazionali nei confronti delle pmi italiane, in particolare di quelle che rappresentano eccellenze nei mercati di rifermento. Rispetto al passato, gli investitori internazionali non guardano pi soltanto alle operazioni di ‘grosso taglio’, ma anche a piccole realt con grande potenziale di crescita nei settori di punta del made in Italy.Contrariamente alle attese -fa notare- alcuni dei grandi eventi geopolitici dell?anno (i numerosi attacchi terroristici che hanno sconvolto il mondo, la Brexit, l?elezione di Trump negli Stati Uniti e le dimissioni di Renzi in Italia) non hanno sconvolto i mercati. Credo che questo trend continuer anche l?anno prossimo; gli investitori si stanno riavvicinando ai fondamentali delle societ .Ci saranno molte acquisizioni di pmi italiane -assicura Francesco Dagnino- da parte di investitori esteri. Purtroppo, il saldo commerciale tra aziende italiane che vengono acquisite da investitori esteri e aziende estere che vengono acquisite da investitori italiani continuer a essere sempre pi negativo.Spero -auspica- che gli imprenditori italiani imparino a fare sistema e a managerializzare di pi le aziende, condizioni queste ultime essenziali per diventare leader di mercato. Un ruolo importante in questo processo spetta ai consulenti (banchieri d?affari, avvocati etc.).Ritengo -sottolinea- che i settori di maggiore interesse sul fronte M&A nel 2017 saranno il fintech, i non performing loan (acquisizione di portafogli e concentrazione dei servicer), le telecomunicazioni e il food. (Adnkronos)
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