Agromafia: Caselli, Toscana terreno ghiotto, ma non esistono zone franche nel nostro paese

La Toscana Š terreno ghiotto per le agromafie. Lo ha detto Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalit… nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, stamani a Pistoia per un evento promosso da Camera di Commercio di Pistoia e Coldiretti Pistoia. I prodotti agroalimentari della Toscana – ha aggiunto – sono di eccellenza e la logica della mafia Š piatto ricco mi ci ficco, comunque posso dire che in questo campo non esiste zona franca nel nostro Paese. L’agroalimentare Š un settore che ha dei problemi, ma nel complesso tira, funziona, e allora attira anche soggetti borderline, gente che preferisce, per guadagnare di pi—, barare, giocare con carte false. Le agromafie – ha aggiunto – sono una presenza del crimine organizzato mafioso nei vari segmenti della filiera agroalimentare per un business complessivo di circa 16 miliardi di euro, oltre a varie attivit… collaterali, per esempio il cosiddetto ‘italian sounding’, prodotti che dalle etichette sembrano italiani, ma di italiano non hanno assolutamente nulla, che hanno un giro di affari ancora pi— vorticoso, oltre i 70 miliardi di euro l’anno e in questo italian sounding le mafie sono sicuramente presenti. (ANSA).Agromafia: Caselli, avanti con progetto riforma reatiBisogna sostenere la riforma dei reati in materia agroalimentare. Lo ha detto Giancarlo Caselli, presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalit… nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, stamani a Pistoia per parlare di agromafia nel corso di un evento promosso da Camera di Commercio di Pistoia e Coldiretti Pistoia. Il ministro Orlando – ha aggiunto Caselli – ha creato una commissione ed ha affidato a me la presidenza, abbiamo realizzato un progetto di 49 articoli, che attualmente Š al Consiglio dei ministri. Con questo congelamento da post referendum io spero che il progetto non vada in cavalleria, perch‚ il nostro Paese ne ha bisogno. La risposta ai problemi di malfunzionamento dell’economia agroalimentare e la risposta al problema di una maggior tutela del consumatore, del cittadino, anche attraverso una maggiore trasparenza, una migliore informazione, passa per la riforma dei reati in materia agroalimentare, per la discussione in Parlamento ed eventualmente l’approvazione di questo progetto. (ANSA).

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