Cinque minuti di stop in tutti i moli italiani per ricordare le tre vittime dell’incidente di marted 29 novembre a Messina. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono la convocazione di un tavolo per aggiornare le norme di sicurezza del settore Cinque minuti di silenzio in tutti i porti italiani, accompagnati dal suono delle sirene a lutto di tutte le navi ormeggiate. Questa l?azione di protesta indetta per oggi (venerd 2 dicembre) da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, alle ore 11, per richiamare l?attenzione sulla strage incessante delle morti sul lavoro e per ricordare il secondo ufficiale di coperta Gaetano D’Ambra, il primo ufficiale Christian Micalizzi e il motorista Santo Parisi, i tre marittimi deceduti nel tragico incidente avvenuto marted 29 novembre a Messina a bordo della nave Sansovino, attiva sulla rotta Porto Empedocle-Lampedusa e da due mesi in manutenzione nel molo siciliano.?Condividiamo quanto affermato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ogni morto sul lavoro inaccettabile?, e dover registrare che nel nostro paese si muore di lavoro per noi una situazione alla quale non possiamo assistere? spiegano i sindacati in una nota. Filt, Fit e Uiltrasporti chiedono al ministero competente di convocare subito ?un tavolo che riprenda l?esame che era stato avviato riguardante l’aggiornamento dei d.lgs 271 e 272 del 1999, norme specifiche dei settori marittimi e portuali che attengono alla materia della sicurezza?.Sebastiano Calleri, responsabile Salute e sicurezza della Cgil nazionale, sottolinea la necessit di ?completare la normativa sui porti, di intensificare e razionalizzare i controlli, di intervenire in maniera efficace e tempestiva?. Il settore dei porti e della navigazione uno di quelli in cui in Italia si registra un altissimo numero di incidenti di elevata gravit : ?Ci dovuto ? aggiunge Calleri ? alle particolari lavorazioni che si effettuano e alle difficili condizioni in cui queste avvengono. Ma inutile cercare di nascondere all?opinione pubblica che questo succede a causa di un insieme di misure volontariamente non applicate dai datori di lavoro e di una normativa per le attivit portuali farraginosa che, a ben nove anni dall?approvazione del d.lgs 81, non risulta ancora attuata completamente?.Vicinanza e cordoglio alle famiglie dei marittimi deceduti hanno espresso anche Cgil, Cisl e Uil di Messina, sollecitando magistratura e istituzioni ?a fare piena luce sulla dinamica dei fatti, sulle eventuali cause e responsabilit , perch non abbiano mai pi a ripetersi simili tragedie e perch non sia mai minimamente abbassata la guardia in tema di salute e sicurezza?. I sindacati territoriali chiedono inoltre ?di riaprire immediatamente il tavolo istituzionale di monitoraggio e di verifica sui temi della sicurezza e della salute nella nostra provincia, per ridare vigore alle iniziative di vigilanza e di controllo delle condizioni di lavoro in tutti i settori?.Sull?incidente di Messina la Procura (coordinata dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci) ha aperto un?inchiesta, per ora i reati ipotizzati sono omicidio colposo plurimo e lesioni. Altre due indagini sono state aperte dalla capitaneria di porto e dalla compagnia Siremar Caronte & Tourist, proprietaria della nave. I marittimi sono rimasti intossicati per una fuoriuscita di gas mentre stavano eseguendo lavori di manutenzione nel locale di sentina della nave. La traccia su cui stanno lavorando gli inquirenti quella di un boccaporto rimasto aperto (e che invece doveva essere chiuso), da cui fuoriuscita la nube tossica (presumibilmente idrogeno solforato) che ha provocato la morte dei tre lavoratori e le gravissime condizioni in cui attualmente versa un quarto marittimo, l?operaio di macchina Ferdinando Puccio. da rassegna.it
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