Manifestazioni in tutta la Toscana oggi nella ricorrenza della giornata internazionale contro le violenze di genere. A Firenze le infermiere di Santa Maria nuova hanno organizzato il flash mob Agitiamo il rosso. All’iniziativa, della durata di 2 minuti alle 13,20, hanno aderito anche medici, amministrativi ed altro personale oltre a numerosi passanti, che tutti insieme, in silenzio, hanno agitato palloncini e fazzoletti rossi. Presenti anche gli infermieri di Careggi impegnati nei percorsi assistenziali sui Codici Rosa. La manifestazione si conclusa con il rilascio di palloncini come simbolo di liberazione dalla violenza. Scarpe rosse anche nel corridoio del centro direzionale dell’ASL Toscana nord ovest. Con un gesto simbolico la direzione ha voluto manifestare vicinanza alle vittime di ogni tipo di violenza, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un messaggio denso di significato anche perch proveniente dalla direzione di un’azienda di tredicimila dipendenti con tre donne su quattro nelle posizioni di vertice: la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis, la direttrice amministrativa Maria Letizia Casani, la direttrice di servizio sociale, non autosufficienza e disabilit Laura Brizzi (l’unico uomo il direttore sanitario Mauro Maccari). Nel corso del 2015 – afferma la direttrice generale, Maria Teresa de Lauretis – sul territorio dell’Azienda USL Toscana nord ovest sono stati registrati complessivamente, tramite il Codice Rosa, 895 casi di violenza su pazienti adulti (862 maltrattamenti, 19 abusi, 14 stalking) e 124 casi di violenze su minori (114 maltrattamenti e 10 abusi). A Lucca stata inaugurata la panchina rossa in piazza San Salvatore. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale insieme alla commissione per le pari opportunit , nasce da un’idea di Tina Magenta, bibliotecaria di Lomello di Pavia che per prima ha collocato una panchina di colore rosso in una piazza cittadina quale simbolo e strumento di sensibilizzazione verso il femminicidio e la violenza maschile sulle donne. La panchina, fornita dal Comune e ridipinta di colore rosso dall’autocarrozzeria Puccini di Sant’Anna a titolo gratuito, andr ad affiancare le altre due panchine collocate nei pressi della fontana di Lorenzo Nottolini, quotidianamente frequentata da molti cittadini lucchesi e visitatori della citt . Un modo, appunto, per riflettere e tenere a mente un tema che in Italia ha caratteri di emergenza e che nella sola provincia di Lucca segna in due anni mezzo (dal gennaio 2013 a giugno di quest’anno) 746 accessi al Codice Rosa, di cui 59 da parte di donne minorenni. (ANSA)Violenza donne: in 6 anni 13 mila accolte in centri ToscanaLa Toscana si dotata di una legge sulla violenza di genere gi nel 2007, quando ancora di femminicidio si parlava molto poco, nonostante da anni ormai sui territori operassero servizi e centri antiviolenza. Una legge che ha consentito lo svilupparsi di esperienze assolutamente positive come il Codice Rosa, che ormai ha assunto una rilevanza nazionale, ed ha portato ad una sempre maggiore integrazione, anche in termini di linguaggi e procedure tra tutti gli attori coinvolti, pubblici e del privato sociale. Dal 2009 alla prima met del 2015 il numero totale di donne accolte dai Centri antiviolenza toscani stato pari a oltre 13 mila. Lo indica un rapporto regionale in materia che verr presentato tra pochi giorni; e da cui si pu anticipare che negli ultimi tre anni la media di nuove utenti che si sono rivolte ai Centri per una richiesta di aiuto stata di circa 2.500 donne, di ogni classe di et , estrazione sociale e livello culturale di cui due terzi italiane, per uscire soprattutto da situazioni di maltrattamento domestico. In otto anni sono state registrate 81 vittime per femminicidio; in oltre il sessanta per cento dei casi l’aggressore stato il partner, quasi sempre davanti ai figli. Le reti territoriali sono la chiave per il successo di qualsivoglia politica di prevenzione e contrasto alla violenza di genere: una vittima va ascoltata, accolta, va valutato il rischio cui esposta, e se del caso occorre attivare meccanismi di protezione e sostegno, sia esso di tipo abitativo, di reinserimento lavorativo, di recupero dell’autonomia e dell’autostima. Tramite le reti in Toscana si potuto veicolare e mettere a frutto le risorse per il contrasto alla violenza sulle donne erogate per la prima volta, nel 2014, dallo Stato, in attuazione della legge 1192013 sul femminicidio. Oggi l’augurio – ha aggiunto la vicepresidente della Regione Monica Barni – che possano al pi presto arrivare le risorse relative al biennio 20152016, nonch i fondi previsti dal Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, poich ogni politica non pu dirsi tale se non pu contare su risorse stabili e adeguate. (ANSA).
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