Verso il 4 dicembre Referendum, una staffetta per il No

La maratona dell’Anpi in collaborazione con RadioArticolo1. Carlo Smuraglia: ?Votare No per noi Š un obbligo, non una scelta, e l’abbiamo deciso in piena autonomia. Il nostro obiettivo Š difendere lo spirito con cui Š stata approvata la Costituzione?Partiamo da valori fondamentali della Repubblica della la Costituzione. Votare No per noi Š un obbligo, non una scelta. Ci riteniamo obbligati a farlo perch‚ il nostro statuto dice con molta chiarezza che uno degli obiettivi Š difendere la Costituzione nello spirito in cui Š stata approvata, per noi Š un imperativo categorico?. A dirlo Š il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia in apertura dalle staffetta per il No organizzata dall’associazione dei partigiani in collaborazione con RadioArticolo1.Due giorni in diretta streaming dalle 9 alle 20 che si concluderanno domani (25 novembre) con la manifestazione nazionale al Teatro Brancaccio di Roma. Previsti collegamenti con le sedi Anpi di tutta Italia e l’intervento di costituzionalisti, artisti e rappresentanti di associazioni tra cui Ugo De Siervo, Maurizio Landini, Moni Ovadia, Guido Calvi e Tomaso Montanari. Al Brancaccio prenderanno la parola, oltre a Carlo Smuraglia, anche Susanna Camusso, Alessandro Pace, Francesca Chiavacci e Sandra Bonsanti.?Se c’Š lo stravolgimento della Carta ? insiste Smuraglia ? noi dobbiamo intervenire. Dopo una lunga discussione votata dal congresso ci siamo schierati a modo nostro, con la nostra autonomia e le nostre bandiere. La battaglia ? aggiunge ? si sta svolgendo in tutta Italia con grandissima partecipazione e abbiamo instaurato anche una collaborazione con la Cgil e con l’Arci. Stiamo facendo parecchie iniziative insieme?.La staffetta via streaming ?deve segnare l’impegno anche per ribadire che il combinato disposto tra la legge elettorale e il nuovo Senato Š un vulnus che toglie rappresentanza ai cittadini. I danni sarebbero notevoli, sia per il nostro sistema politico sia per decisioni future. Con il No ? conclude ? indicheremo con forza che la Costituzione va trattata con estrema cautela e potremo finalmente metterci tutti insieme per cercare di attuarla nelle parti in cui non Š mai stata attuata, come la scuola e il lavoro?.Gaetano Azzariti: con il S peggiora l’assetto democratico?? evidente che cambiare 47 articoli influisce sull’assetto democratico del Paese. A mio modo di vedere, in peggio. Votare No non significa essere conservatori, Š invece la riforma a essere conservatrice perch‚ aggrava il lento regresso dell’Italia e stabilizza la verticalizzazione del potere?. Cos il costituzionalista Gaetano Azzariti. ?Ho l’impressione che il sistema politico, non riuscendo ad attuare i principi costituzionali, pensiamo per esempio alle devastanti politiche sul lavoro, rifletta la propria impotenza su difetti costituzionali. Forse si dovrebbe parlare di pi— dell’incapacit… della politica di rispondere alle esigenze sociali. Accozzaglia ? aggiunge ironicamente Azzariti riferendosi al termine usato da Renzi per definire il fronte del No ? Š forse il nuovo conio per dire pluralismo. Mentre un tempo la diversit… di opinioni era un valore, oggi essere in dissenso con il sovrano, metaforicamente parlando, appare improprio. Al di l… delle battute, sono perplesso e anche un poco scocciato dalla volgarit… di questa campagna elettorale, Š inaccettabile?. Infine, quanto ai costi della politica, ?il quesito Š truffaldino perch‚ parla solo di risparmi ma non dei costi che bisogner… sostenere per mettere in piedi il nuovo assetto, cifre che non sono definibili adesso?.Domenico Gallo: si vuole piegare la democrazia ai poteri finanziari internazionali?Le costituzioni si trovano sempre a cavallo tra la storia e il diritto, cos come la nostra costituzione Š nata dalla resistenza. Ma la Carta era all’epoca un progetto attraverso il quale il popolo italiano si Š costituito come comunit… politica unita da un destino comune. Nei beni pubblici repubblicani sanciti in quella sede tutto il popolo italiano si Š riconosciuto, anche nei momenti di grandissimo conflitto politico. C’era sempre un filo comune?. Lo ha detto Domenico Gallo, magistrato, giudice della Corte di Cassazione. ?Con questa riforma invece – ha continuato Gallo – c’Š un passaggio da un modello a un altro modello di democrazia. Si esce dal progetto dei padri costituenti e si entra in un altro progetto, da un repubblica a un’altra. L’obiettivo Š accrescere i poteri dell’esecutivo e ridurre il ruolo del parlamento, e quindi dei cittadini. La genesi di questo nuovo modello, per•, sta nell’assetto dei poteri internazionali attuali, che pretendono di sottoporre gli stati a una sorta di tutela da parte dei mercati. CioŠ, le istituzioni finanziarie vogliono decidere come deve funzionare la nostra democrazia. C’Š un esempio preoccupante nel nuovo testo – ha concluso -, ed Š quello della decisione su una dichiarazione di guerra. Nel nuovo modello proposto, il Senato non potr… mettere bocca, e decider… una sola camera, che per• grazie al sistema elettorale attuale Š controllata da un unico partito. Quindi, decisioni esiziali per il nostro paese, come l’entrata in una guerra o l’intervento militare in zone di guerra, saranno prese da un solo gruppo politico. Sar… un leader che decider… fuori dal parlamento. ? una svolta molto preoccupante, ma in linea con quello che vogliono i poteri finanziari internazionali?.Paolo Prodi: Non Š una riforma ma un aggiornamento pasticciato?Secondo me, quella proposta non Š una riforma, ma un aggiornamento. E poi la storia ci ricorda che tante riforme del passato sono andate indietro e non in avanti. Ma questa non Š comunque una riforma. Si pensi che anche all’epoca del Concilio Vaticano II, si parl• solo di aggiornamento, per pudore. Un pudore che servirebbe anche oggi?. E’ l’opinione dello storico Paolo Prodi, epressa durante la staffetta per il No. ?La Costituzione elaborata nel 1947 – ha continuato – doveva far fronte a una situazione molto particolare del Paese. Era adatta a quel momento storico, in cui bisognava salvare l’Italia da una parte dal regime comunista, dall’altra da quello capitalistico. Questo Š stato il filo della lama su cui si sono mossi i padri costituenti. E una delle condizioni necessarie per questo equilibrio era la parit… tra le due camere, per conservare la massima armonia su ogni decisione presa. Oggi – ha concluso Prodi – quelle condizioni sono venute meno. Si pu• quindi parlare di un aggiornamento, ma non bisogna toccarne lo spirito. Qualsiasi aggiornamento presuppone infatti uno spirito costituzionale unitario del popolo italiano nelle varie espressioni politiche che lo compongono. E’ l’unico modo per fissare nuove regole opportune in una societ… nuova, non pi— divisa nei due blocchi ma globale, per fare di nuovo il cittadino un arbitro e non un suddito. L’aggiornamento degli articoli proposti nel referendum del 4 dicembre, per•, non Š altro che un garbuglio frutto di una confusione enorme, che nessun cittadino che legga iol testo Š in gradi di comprendere?. da rassegna.it

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