Alluvione Firenze: esperto, citt… resta a rischio alluvione Galloway, pericolo destinato a crescere senza interventi

Non si tratta di capire se e come si possa ripetere una catastrofe del genere ma solo quando. Nella giornata in cui si ricorda il 50mo anniversario della alluvione di Firenze, lo ha detto a Voci del Mattino, Radio1 Rai, l’ing. Gerald Galloway, docente all’universit… del Maryland e presidente del Comitato tecnico scientifico internazionale che ha fatto il punto sulle misure necessarie per proteggere il capoluogo toscano da nuove esondazioni dell’Arno. La citt… resta a serio rischio alluvione e questo rischio Š destinato a crescere ogni giorno di pi—, se non interveniamo – ha ripreso Galloway -. Occorre procedere con la costruzione di nuovi invasi distribuiti lungo il bacino dell’Arno, ma anche con l’impiego delle casse di espansione, la modifica di alcune infrastrutture sul fiume, che ne limitano la capacit… di convogliare in sicurezza la portata di piena e l’aggiornamento della mappatura della pericolosit… idraulica del suo bacino. E poi, bisogna destinare pi— fondi a questi interventi , perch‚ quelli arrivati fino ad ora con i piani del 1996 e 1999 non sono stati sufficienti per centrare gli obiettivi che erano stati fissati. Inoltre occorre un approccio che tenga insieme le varie competenze. Si tende infatti a mettere gli ingegneri nelle loro scatole e a fargli costruire delle cose. Poi si fa la stessa cosa con chi si occupa di Protezione Civile, mentre il Governo agisce su tavoli ancora differenti. Insomma, bisogna lavorare insieme, ha concluso.(ANSA).Alluvione Firenze: Betori, chi governa protegga territorio Arcivescovo Firenze cita ‘Laudato s’: no spazio fatalismoNell’enciclica ‘Laudato s’ di Papa Francesco non c’Š spazio per il fatalismo; c’Š un invito a fare tutto ci• che si deve, senza ulteriori rinvii, per mettere in opera quanto pu• proteggere il nostro territorio. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, durante l’omelia pronunciata per la messa nel 50o anniversario dell’alluvione di Firenze nella Basilica di Santa Croce. E’ un dovere per chi regge le sorti della convivenza civile, ha aggiunto. Secondo l’arcivescovo, che ha celebrato la messa con a fianco l’arcivescovo di Perugia, cardinale Gualtiero Bassetti e il vescovo di Fiesole mons. Mario Meini (vicepresidente della Cei), le minacce di una natura ‘imperfetta’ vanno affrontate con responsabilit…, come sottolinea anche il Papa nell’enciclica quando invita a riconoscere il valore e la fragilit… della natura. Con Bertori e Bassetti sono presenti anche il vescovo di Brescia mons. Monari, l’emerito di Como mons. Coletti e il vescovo di Lucca Castellucci che furono tutti Angeli del fango insieme ad altri seminaristi e giovani preti che dopo il 4 novembre 1966 arrivarono a Firenze come tanti altri giovani per aiutare la popolazione. Alla messa sono presenti anche quasi tutti i vescovi toscani per ricordare, come ha detto lo stesso Bertori nell’omelia, anche altri luoghi della regione che furono colpiti dalla tragedia di quei giorni.(ANSA).Terremoto: Betori, paese s’impegni per far rinascere luoghi Arcivescovo Firenze, fratelli ci sentano viciniIl paese tutto si senta impegnato a far rinascere quei luoghi con il volto che li ha connotati nei secoli. Cos l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, ha voluto ricordare tutte le popolazioni e i luoghi funestati dal sisma dell’Appennino centrale, in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo: Questi nostri fratelli ci sentano vicini, lo sono in particolare io, nato in Umbria, e sappiano che possono contare sulla presenza operosa dei nostri volontari, ha aggiunto. Le parole di Betori sono risuonate durante la celebrazione eucaristica, nel 50o anniversario dell’alluvione di Firenze, nella Basilica di Santa Croce, divenuta uno dei simboli del 4 novembre 1966. Betori proprio ricordando gli Angeli del fango ha sottolineato come quei giorni nei quali si manifest• una generosit… commovente di fatto fece scaturire una condivisione della sofferenza e una dedizione di solidariet… che si manifestarono per la prima volta nel nostro paese, per poi riapparire, via via in forme sempre pi— organizzate, nelle catastrofi naturali in questi anni sino a questi giorni del terremoto in Appennino. (ANSA).Alluvione Firenze: Nardella, non vivere con paura del fiume. Molto da fare, ma pi— avanti di 50 anni faNon dobbiamo vivere con la paura del fiume ma con l’orgoglio di vivere in una realt… che esalta la bellezza del nostro paesaggio. Lo ha detto a Voci del mattino, Radio1 Rai, il sindaco di Firenze Dario Nardella, nel 50o anniversario dell’alluvione che devast• il capoluogo toscano. Si deve riconoscere che per 48 anni Š stato fatto poco sul tema della prevenzione e della riduzione dei rischi idrogeologici. Da due anni a questa parte, invece, c’Š stata una svolta: si Š provveduto a iniziare i lavori per realizzare la cassa di espansione, la prima delle quattro previste in Valdarno, che servir… appunto a contenere l’acqua in eccesso – ha ripreso il primo cittadino -. C’Š ancora molto da fare, certo, ma siamo pi— avanti rispetto a 50 anni fa. Adesso, ad esempio, esiste un piano per la gestione dei rischi idrogeologici, coordinato dalla protezione civile, che fa scattare una rete di informazione e di allerta tempestivi per la popolazione. Non esiste in nessuna parte del mondo l’assoluta certezza di poter azzerare i rischi connessi a un’alluvione; quello che possiamo e dobbiamo fare Š lavorare affinch‚ questi rischi si riducano al minimo. Secondo Nardella Š poi importante valutare l’impatto dei cambiamenti climatici. In questi giorni abbiamo ospitato a Palazzo Vecchio 70 sindaci da tutto il mondo proprio per parlare di questo. Ed Š necessario un lavoro di squadra perch‚ io come sindaco ho la responsabilit… della gestione dell’emergenza nell’ambito del mio territorio comunale ma poi tutti gli interventi finalizzati alla realizzazione di infrastrutture spettano a Governo e Regione, mentre la gestione e il controllo del bacino dell’Arno, con la opportuna manutenzione, chiamano in causa altri enti ancora. ANSA

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