Decine di migliaia di sfollati dopo il terribile terremoto del 6.5 ? il pi forte dal 1980 ? che ha sconvolto l’Italia centrale per la terza volta in due mesi. La confederazione sindacale umbra mette a disposizione sedi e strutture per ogni necessit Decine di migliaia di sfollati dopo il terremoto di magnitudo 6.5 che alle 7.40 del 30 ottobre ha devastato ancora una volta ? la terza in poco pi di due mesi ? l?Italia centrale, con epicentro a Norcia e ha colpito le zone gi martoriate dai sismi del 24 agosto e 26 ottobre.In televisione e sui social, scene e testimonianze di quella paura e panico che purtroppo abbiamo imparato a conoscere in questi mesi.La Cgil ha manifestato la sua solidariet per le persone coinvolte: ?Vicini a chi sta vivendo questi giorni terribili e ai lavoratori che lottano per salvare e mettere in sicurezze vite e beni?.Mentre la Cgil dell?Umbria ha annunciato in un tweet di voler mettere a disposizione sedi e strutture per qualsiasi necessit : In questi momenti drammatici conseguenti alla terribile ennesima scossa di terremoto che ha colpito duramente Norcia e tante altre parti della nostra regione ? si legge in una lettera inviata alla presidente della Regione ? Catiuscia Marini, dai segretari generali della Cgil dell’Umbria, Terni e Perugia ? , vogliamo testimoniare a Lei e a tutta la popolazione umbra la nostra vicinanza e solidariet .Per questo, continua la missiva, le comunichiamo che metteremo da subito a totale disposizione la nostra organizzazione, le sue strutture e sedi, sia in Umbria che a livello nazionale, anche, se necessario, per offrire ospitalit alle persone sfollate o per ogni altra forma di sostegno e aiuto concreto che pu essere utile nell?emergenza. Certi che la nostra gente sapr ancora una volta rialzarsi e ripartire.Insieme allo stupore e al dolore resta la convinzione che qualcosa bisogner fare per il nostro territorio provato. Vicino alla ricostruzione, che dovr essere rapida e riportare le persone nelle proprie case, un piano pluriennale di investimenti che rendano sicure le nostre case e i nostri edifici pubblici, a partire da quelli che si trovano nelle zone pi a rischio.
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