Sciopero venerd 21 ottobre in tutti i siti produttivi CementirSpa, presdi dei lavoratori sotto le sedi delle regioni interessate, e richiesta di un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico: la reazione dei sindacati delle costruzioni Feneal, Filca, Fillea, e dei trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, di fronte all’atteggiamento dell’azienda, che ha abbandonato il tavolo di trattativa nel corso dell’incontro di oggi (marted 18 ottobre) pomeriggio a Roma, presso la sede di Unindustria. Nella mattinata di mercoled 19 ottobre in tutti i siti produttivi ci saranno le assemblee per mettere a punto il programma delle mobilitazioni. Le regioni interessate sono Abruzzo, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia e Toscana (Testi di Greve in Chainti).Senza l’affidabilit e la credibilit degli interlocutori ? hanno dichiarato le segreterie nazionali delle tre sigle sindacali ?, non possibile portare avanti il tavolo di confronto, e quindi dichiariamo lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, bloccando straordinari e flessibilit . Ad oltre un mese dall’annuncio dell’azienda di licenziare 260 lavoratori, abbiamo avuto solo due momenti di confronto con i vertici dell’azienda. Oggi il gruppo di Caltagirone ha superato il segno, chiedendo di affrontare in due momenti diversi la situazione di Cementir Italia e quella di Sacci, acquisita nello scorso luglio per 125 milioni. Una richiesta pretestuosa, dal momento che le due vicende sono solo tecnicamente divise, ma politicamente legate: impensabile, per esempio, avere due piani industriali per ognuna delle due aziende. Al Mise, inoltre, chiederemo il coinvolgimento dei comuni e delle regioni interessate. Cementir dimostri di avere senso di responsabilit , ritiri i licenziamenti, blocchi le esternalizzazioni, ci presenti un piano industriale serio e fattibile. Non possibile che il quarto polo del cemento italiano non abbia una minima idea delle prospettive economiche, delle strategie da mettere in campo per essere competitivi, e risolva un problema economico mandando a casa 260 persone.
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