Il 9 novembre a Bruxelles una grande manifestazione per rilanciare il settore. Una delegazione anche dalla toscana.Firenze 11.10 2016. Fervono i preparativi della manifestazione europea dell’acciaio, in programma a Bruxelles per mercoled 9 novembre. Sar una grande manifestazione, attese per quel giorno oltre 10.000 persone. ®No a un?Europa senza acciaio!¯: questo lo slogan della manifestazione che vedr insieme, una volta tanto, lavoratori ed imprenditori dell’acciaio. Una iniziativa a livello europeo che bene si sposa con la nostra battaglia per far tornare la produzione di acciaio a Piombino.Il settore siderurgico in Europa sta attraversando la crisi pi nera mai conosciuta, complice anche l’abbandono, nel 2002, del trattato della CECA che aveva ben funzionato nei 50 anni precedenti.A livelo europeo oltre 80mila persone hanno perso il lavoro dallo scoppio della crisi economica del 2008. Come conseguenza delle ristrutturazioni l’occupazione totale scesa sotto i 340mila dipendenti. Per quanto ci riguarda molto pi da vicino nel 2008 a Piombino lavoravano 2.400, ora sono 1.600.Il 9 novembre bisogna essere in tanti a Bruxelles per far ripartire un settore siderurgico forte sia in Europa che in Italia, salvaguardando competenze e posti di lavoro. Segnali forti devono arrivare dagli imprenditori. L’Italia ad oggi il quarto mercato mondiale in assoluto per i prodotti piani cinesi (dopo Corea del Sud, Vietnam e India), c’ dunque spazio per i nostri produttori e per i nostri prodotti.Mirko Lami (segretario Cgil Toscana)SchedaSecondo Eurofer, l’associazione degli imprenditori siderurgici europei, le importazioni di acciaio nell?Ue nel 2016 sono cresciute nel primo quadrimestre del 24% su anno, + 33% prodotti lunghi, +11% i piani. La Cina resta il principale esportatore, seguita da Russia, Ucraina, Corea del Sud e Turchia.Nel frattempo la Commissione Europea ha maturato la decisione di introdurre dazi provvisori all’acciaio cinese tra il 13,2% e il 22,6% per i coils a caldo. Verifiche sono in corso su altri paesi produttori come il Brasile, Iran, Russia, Ucraina e Serbia.
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