Le vittime del mare chiedono verit e giustizia e il giornalista Sandro Lulli, gi inviato sportivo del quotidiano Il Tirreno, dopo la traversata a remi da Gorgona a Livorno alla fine dello scorso agosto dedicata alle 140 vittime del traghetto Moby Prince, domenica 9 ottobre salir di nuovo sulla sua barca per remare attorno all’isola di Lampedusa. Questa volta l’omaggio ai migranti morti nelle traversate dalle coste nordafricane verso Lampedusa, l’isola italiana che diventata la porta meridionale dell’Europa, con il suo flusso continuo di disperati in cerca di una vita migliore. Ma anche un omaggio ai lampedusani, con in testa il sindaco Giusi Nicolini, e a tutti coloro che si prodigano per salvare tante vite umane. Il canottiere livornese, che sar assistito durante la vogata longa (circa 37 chilometri) dal figlio Vito a bordo di un gommone, ha chiamato la sua barca Fuocoammare, come il titolo del docu-film di Gianfranco Rosi su Lampedusa e i migranti che stato di recente visto in tv su Raiuno e adesso negli Usa ha cominciato la strada che potrebbe portarlo alla prossima notte degli Oscar. Accanto a Fuocoammare, sulla sua barca Lulli ha aggiunto anche la scritta Cuoreammare, omaggio appunto a tutti quegli eroi che strappano alla morte donne e bambini, giovani e vecchi. Anche per l’impresa lampedusana, Lulli indosser la maglietta con l’hashtag Io sono 141, in memoria delle vittime del Moby Prince, che verranno ricordate in contemporanea a Livorno con l’inaugurazione, sempre domenica 9 ottobre alle 18.30m del Circolo Arci Io sono141, cerimonia alla quale sar presente Loris Rispoli presidente dell’Associazione di familiari 140 e che prevede la partecipazione di un gruppo di migranti che hanno trovato asilo nella citt toscana.(ANSA).
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