L’avvento dell’e-commerce e la sua grande diffusione nelle abitudini di ciascuno di noi hanno prodotto un aumento vertiginoso delle spedizioni e delle consegne in carico dei grandi corrieri espressi (in particolare quelli aerei): Dhl, Tnt, Fedex, Gls, Sda, che hanno approfittato di questa ?manna dal cielo? per aumentare i propri profitti. In un tempo in cui la crisi morde ancora in tutti i settori produttivi del paese, in questo settore si sono sviluppati fatturati, in espansione, per le multinazionali, sempre pronte ad approfittare di tutte le novit connesse agli stili di vita del presente. Tutti vanno sui siti specializzati e comprano di tutto, perch tutto si trova e tutto arriver a casa in un attimo, come se fosse la cosa pi necessaria del mondo. Siamo solo all’inizio ed stimato un aumento in grande stile di tutto questo mondo. Se non compri on-line non sei nessuno, e cos tutti comprano e tutti vogliono la merce, aspettando il courier che la porter , in ?men che non si dica?.I courier non sono ancora una categoria, sono uomini e donne che ogni giorno con i pi disparati contratti di lavoro in appalto per i grandi brand del trasporto aereo corrono come pazzi per fare arrivare a destinazione il prodotto acquistato: orologi, frullatori, computer, televisori,oggetti per cani, oggetti per gatti, oggetti per la casa, per l’ufficio, per il design, per il bagno, per la persona e quant’altro di pi utile o inutile vi potr servire. Il courier correr per portarvi l’oggetto del desiderio, scelto con un clic su internet.E cos alla grande mole di lavoro gi presente nel settore, si aggiunge un altro altro flusso di merce non quantificabile che aumenta sempre pi, provocando una spirale non pi controllabile dove i ?dannati dell’e-commerce? devono solo correre, correre, correre.E poco importa se non c’ tempo, se le distanze sono troppe, se il furgone pieno, se non c’ tempo di mangiare, se non c’ tempo di bere. Se non consegni ci sono le penali, se sbagli ci sono le penali, se fai un graffio al furgone ci sono le penali. Non puoi nemmeno ammalarti o morire, non c’ tempo, devi consegnare tutto quello che l’utente aspetta soddisfatto, consapevole che dal suo computer governa il mondo intero.Ma i courier sono stanchi di questa vita, non ne possono pi e reclamano condizioni di lavoro pi umane e – udite, udite – il rispetto del contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Ma come, nel 2016? Il rispetto del Contratto di Lavoro? Qualcuno dir , roba vecchia, non adatta alle multinazionali e al mondo di oggi.E invece i corrieri di Sda Express Courier, azienda a capitale pubblico, si sono fermati per tre giorni, rivendicando, con molte contraddizioni ma con tanta dignit , il diritto a svolgere in sicurezza una professione veramente difficile, complicata e qualificata. Tre giorni sui cancelli della filiale di Firenze a Campi Bisenzio, con le storie, le difficolt e le aspettative di questi lavoratori e lavoratrici, che insieme al sindacato hanno provato a dire basta. Basta ai turni massacranti, alle imposizioni, alle penali, al non rispetto dei diritti e alla non piena applicazione del CCNL di categoria. Rivendicando in una vertenza storica, soprattutto la dignit di una professione, il courier, che non ha niente da invidiare ad altre professioni pi nobili, se fatta in armonia e in sicurezza.Non l’unico caso, i lavoratori si sono poi svegliati in Ups ottenendo ottime condizioni di lavoro ed economiche, in Dhl con la parificazione con i dipendenti diretti, in Tnt con accordi al rialzo. Perfino in Gls stanno alzando la testa. Nel mezzo ci sono i consorzi molto spesso stritolati tra i lavoratori e le aziende appaltanti con tariffe che non permettono l’applicazione contrattuale corretta. Qualcuno fa da banca all’azienda multinazionale, come se la ?chiesina facesse l’elemosina al Duomo?, provocando continui cambi di appalto al ribasso che danneggiano gli ultimi e i pi deboli della catena: i lavoratori.In Toscana abbiamo lavorato e abbiamo portato i primi risultati nelle vertenze aperte come Organizzazioni Sindacali, ma solo l’inizio. In altri territori si muore davanti ai cancelli per un picchetto finito male, oppure si prova a fare uno sciopero generale per attirare l’attenzione su quanto avviene nel settore delle merci.Il nostro progetto quello di iniziare un percorso con la Regione Toscana per monitorare il fenomeno e chiedere alle istituzioni di fare la loro parte, in un settore che pu diventare esplosivo da un momento all’altro, con implicazioni sull’ordine pubblico e con la criminalit organizzata.La nostra piattaforma chiara: regole sui cambi di appalto con l’applicazione della Clausola sociale, accordi con le aziende multinazionali che migliorino le condizioni di vita e di lavoro dei courier, il pagamento pieno della malattia e dell’infortunio anche per i soci lavoratori delle cooperative, eliminazione delle penali, pieni diritti sindacali insieme a stabile e buona occupazione che questo settore pu portare anche in Toscana.Vorremmo pertanto proporre, alla Regione e al suo Presidente, un impegno concreto e permanente di confronto su questi temi, che coinvolga le Istituzioni, le Amministrazioni, le Prefetture, gli Organi Ispettivi competenti del Ministero, insieme alle Associazioni Datoriali e le Organizzazioni Sindacali, per la prevenzione e la repressione dell’irregolarit e tutti i fenomeni di carattere illecito che si dovessero verificare nel settore, per arrivare al miglioramento delle condizioni materiali di vita dei lavoratori courier e della sicurezza dei cittadini, prima che sia troppo tardi per tutti.FIRMATO: Gabrio Guidotti, Filt Cgil ToscanaI NUMERI DI UN FENOMENOLa previsione di crescita delle vendite dai siti italiani in forte aumento, si attesta intorno a un fatturato stimato di 30 migliardi di euro:Da aprile 2012 ad oggi gli acquirenti online attivi sono aumentati di oltre il 50%, raggiungendo quota 13,6 milioni a fine aprile 2013 (fonte Human Highway-Netcomm), con un piccodi 14 milioni di eShopper nel periodo natalizio. E poi iniziative ben studiate realizzate e promosse che ottengono record senza precedenti. ? il caso dell’Amazon Prime Day, la giornata di sconti ?pazzi? dedicati agli utenti del servizio Prime. A conclusione di 24 ore di vendite intensissime, il colosso dell?e-commerce fornisce numeri da capogiro: 34,4 milioni di prodotti venduti in 1 giorno, 298 prodotti ordinati al secondo, numero di ordini cresciuto del 266% a livello globale rispetto allo stesso giorno dello scorso anno e del 18% rispetto al Black Friday del 2014. Ed proprio questo il punto: Prime Day ha superato, come pezzi venduti e volume di affari, anche l?evento dello shopping di fine anno per eccellenza, il Black Friday. E non di poco, con il 18% di ordini in pi. Inoltre, Amazon afferma che i venditori che hanno utilizzato la Logistica di Amazon hanno riscontrato un numero di vendite con una crescita vicina al 300% a livello mondiale. Nel fornire questi dati, Amazon inserisce anche qualche curiosit interessante, come il prodotto pi venduto nei singoli Paesi. In Italia domina il Kindle Paperwhite. Nel 2015 l?e-commerce in Italia ha visto una ripartenza della crescita che pi che raddoppiata sull?anno precedente, arrivando al 19%, e facendo raggiungere al fatturato e-commerce italiano quasi i 29 miliardi di Euro. Questa crescita, tuttavia, arriva soprattutto dai retailer esteri entrati in Italia con campagne pubblicitarie aggressive, oltre che da marketplace come Amazon, che responsabile della crescita importante che ha visto il settore dei centri commerciali on line.
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